Sino a poco tempo fa, Giorgia Meloni, come ogni essere umano, era divisa tra tantissime certezze e solo qualche dubbio. E la principale certezza, in materia di estero, era che nella guerra tra Ucraina e Russia, la prima era stata aggredita e la seconda era l'aggressore.
Meloni al bivio: l'ammirazione per Trump e il gelo con il resto d'Europa
Un quadro netto, inequivocabile, che però nelle ultime settimane, quelle intercorse tra l'oggi e il giorno dopo il voto in America, è andato quasi appannandosi, sotto l'evidenza che Donald Trump ha individuato una strada tutta sua per arrivare alla pace, che però sembra non avere alcuna considerazione per la distinzione tra attaccante e attaccato, mettendo l'Ucraina in un angolo, alla stregua di chi sulla guerra ha essenzialmente lucrato, ostaggio di un piccolo dittatore che uccide il dissenso insieme ai suoi soldati mandati a morire contro qualcuno che, invece, a differenza di quel che sino a poco tempo fa pensavano tutti, qualche ragione per scatenare il suo esercito contro Kiev ce l'ha avuta.
La posizione di Trump sulla guerra tra Ucraina e Russia
Trump è ormai l'icona incontrastata di una destra europea che ha tanti capetti, ma nessun leader, che quindi in molti vedono in lui l'elemento che può ribaltare il quadro generale, a favore di chi alimenta i propri discorsi di nazionalismo e sovranismo.
Il dilemma di Giorgia Meloni: seguire Trump o difendere l'Europa?
Oggi, quindi, le speranze di Giorgia Meloni guardano dall'altro lato dell'Atlantico, vedendo in Trump un faro per tutti. Ma, quando quel faro, oltre che luce, spande anche minacce per noi europei, qualche problema al nostro presidente del consiglio lo crea. Perché puoi anche fare un collegamento in video per celebrare i conservatori e il loro vate, ma se l'uomo in questione vuole colpire le nostre economie a colpi di dazi - che per l'Europa dovrebbero essere del 25 per cento - Giorgia Meloni deve fare delle scelte, perché se in politica puoi perseguire l'equidistanza, in economia il pencolare da un lato e dall'altro non è ''igienico'' per il semplice motivo che non si può proprio fare.
I dazi di Trump e le minacce all'Europa
Perché puoi lodare Trump, ma non quando scatena una guerra di tariffe contro l'Unione europea di cui, lo ricordiamo a noi stessi, anche l'Italia fa parte. Per questo noi non possiamo, come Paese fondatore dell'Ue, accettare le minacce di Trump (che potrebbero diventare realtà a breve), né tanto meno gli insulti. Come quello di essere nati - come comunità continentale - solo per truffare gli Stati Uniti.
Cosa farà quindi il presidente del Consiglio, seguire il cuore o la ragion di Stato?
Aspettiamo.