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Innovation Training Summit 2025, il futuro del lavoro nell’era dell’Intelligenza Artificiale

Redazione
 
Innovation Training Summit 2025, il futuro del lavoro nell’era dell’Intelligenza Artificiale

Nel corso dell’Innovation Training Summit, in programma a Roma oggi e domani ed organizzato dall’associazione no profit Ecosistema Formazione Italia (EFI), si discute su come attrarre e trattenere talenti sia la vera sfida di tutte le aziende, soprattutto in un momento complicato e carico di incertezze come quello attuale, segnato da guerre, crisi economica e l’annuncio, proprio di queste ore, dei dazi imposti dal presidente statunitense Donald Trump.

Innovation Training Summit 2025, il futuro del lavoro nell’era dell’Intelligenza Artificiale

«Viviamo – precisa Kevin Giorgis, presidente di Ecosistema Formazione Italiain un’epoca di grandi evoluzioni e la formazione ha un ruolo centrale che non possiamo ignorare. Per non subire i cambiamenti di un mondo che, dal punto di vista dell’innovazione tecnologica, corre sempre più veloce, la formazione tradizionale non è più sufficiente per garantire la competitività delle imprese e la crescita professionale delle persone. Con l'Innovation Training Summit, giunto alla sua seconda edizione, puntiamo a cambiare la mentalità di tutti gli operatori del settore della formazione: istituzioni, scuole, università e aziende che, a vario titolo, operano nel settore della formazione. Vorremmo iniziare, come già si fa in altri Paesi, a ragionare in termini di Smart nation creando occasioni di incontro durante i quali pubblica amministrazione, enti di ricerca e imprese possano collaborare per rendere sempre più efficiente la formazione di domani. Stiamo gettando le basi per rendere questo evento un appuntamento fisso, in Italia e all’estero».

All’Innovation Training Summit è stata presentata anche la ricerca di Ipsos Intelligenza artificiale: cosa dopo il clamore?, che indaga il rapporto delle persone e delle aziende con l’Intelligenza Artificiale: il 67% del campione intervistato, infatti, ha dichiarato una buona comprensione dell’AI a livello internazionale, ma solo il 51% in Italia. 

Inoltre, il 40% dei rispondenti ha dichiarato che l’AI ha cambiato la vita, mentre il 60% è convinto che la cambierà nei prossimi anni e, addirittura il 66%, crede che questa tecnologia cambierà la vita professionale. Sei persone su dieci hanno usato in qualche occasione una chat generativa (73% ChatGpt; 38% Gemini) evidenziando una rivoluzione che necessità però di nuove competenze: quasi la metà del campione (48%), conferma di voler intraprendere un percorso di formazione per imparare a governare queste innovazioni. 

Sono convinte dell’importanza dell’AI anche le aziende: il 51% crede che sarà uno strumento utile a migliorare l’efficienza operativa, il 49% ad analizzare i dati, il 47% ad automatizzare i processi di routine: «La doppia transizione, ecologica e digitale, richiede nuove specializzazioni, ancora spesso difficili da reperire. Il disallineamento tra domanda e offerta di competenze rischia di frenare la crescita, in un contesto in cui la competitività si basa sempre più sul valore aggiunto piuttosto che sul costo del lavoro. Per questo, è fondamentale investire in innovazione e tecnologie avanzate, contrastando la concorrenza sleale extra-UE. Il Ministero è impegnato in questo percorso con il Piano Transizione 4.0 e 5.0, e con iniziative mirate, tra cui la Fondazione Intelligenza Artificiale di Torino, parte di una rete di centri di ricerca industriale per modernizzare il settore produttivo. L’intelligenza artificiale offre opportunità straordinarie per ottimizzare i processi e personalizzare i servizi, ma servono professionisti formati per sfruttarne appieno il potenziale. Il sistema formativo italiano sta rispondendo con percorsi universitari dedicati e con gli ITS, che offrono formazione pratica in settori strategici. Dobbiamo allineare rapidamente la formazione alle esigenze del mercato, integrando il nostro know-how tradizionale con le nuove tecnologie. Serve un coinvolgimento trasversale, dagli operai ai manager, con un supporto non solo tecnico ma anche umano: leadership, apprendimento continuo, collaborazione, con l’obiettivo di mettere la persona al centro della trasformazione. Apprezzo questa iniziativa che unisce competenze diverse, necessarie per affrontare il futuro, trasformando le sfide in opportunità. Attraverso la collaborazione possiamo rendere l’Italia più forte, competitiva e pronta ad affrontare il domani con un approccio aperto e neutrale verso le tecnologie che migliorano economia e società», ha sottolineato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.

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