Più di mille musicisti, tra cui Annie Lennox, Damon Albarn e Kate Bush, hanno lanciato un album silenzioso per opporsi alle modifiche alla legge sul copyright proposte dal governo britannico. Il disco, intitolato Is This What We Want?, denuncia l'impatto devastante che queste nuove regole potrebbero avere sull'industria musicale e sulla creatività, permettendo alle aziende di intelligenza artificiale di sfruttare opere protette senza licenza e contiene registrazioni di studi vuoti e spazi per spettacoli deserti, simboleggiando un futuro in cui le voci degli artisti rischiano di essere cancellate: i proventi saranno devoluti all'organizzazione benefica Help Musicians.
Un album muto: il silenzio di protesta dei musicisti britannici sfida l'AI
Secondo la proposta del governo, le aziende di intelligenza artificiale potranno attingere a contenuti protetti da copyright online senza autorizzazione diretta, a meno che gli artisti non esercitino il diritto di "opt-out". Tuttavia, molti critici sostengono che sia impossibile per un singolo creatore notificare a una miriade di fornitori di servizi di IA il rifiuto del proprio materiale o monitorarne l'uso non autorizzato.
Kate Bush si è chiesta: "Nella musica del futuro, le nostre voci resteranno inascoltate?". La consultazione pubblica su queste modifiche legislative si chiuderà martedì prossimo.A supportare il progetto si sono uniti artisti di rilievo come Billy Ocean, Ed O'Brien dei Radiohead, Dan Smith dei Bastille, The Clash, Mystery Jets e Jamiroquai.
La tracklist dell'album forma un messaggio inequivocabile: "Il governo britannico non deve legalizzare il furto di musica a vantaggio delle aziende di intelligenza artificiale". Il Dipartimento per la Scienza, l'Innovazione e la Tecnologia (DSIT) ha affermato che l'attuale normativa sul copyright ostacola il pieno sviluppo delle industrie creative e dell'intelligenza artificiale, e che la riforma mira a bilanciare gli interessi di entrambi i settori. Un portavoce ha sottolineato che "non è stata presa alcuna decisione" e che il governo continuerà a collaborare con gli stakeholder per trovare una soluzione equa.
Anche Imogen Heap, Yusuf / Cat Stevens, Riz Ahmed, Tori Amos e Hans Zimmer hanno aderito all'iniziativa: Max Richter ha evidenziato che le modifiche non danneggiano solo i musicisti, ma impoveriscono tutti i creatori, dagli scrittori agli artisti visivi. Nel 2023, l'industria musicale britannica ha generato un contributo record di 7,6 miliardi di sterline all'economia nazionale, una cifra che rischia di essere compromessa da questa normativa. Ed Newton-Rex, organizzatore del silent record, ha definito le proposte "disastrose per i musicisti" e "totalmente inutili", affermando che il Regno Unito può essere leader nell'intelligenza artificiale senza compromettere le industrie creative. Naomi Kimpenu ha avvertito che le modifiche legislative "distruggeranno le prospettive di tanti artisti emergenti" e che "il governo non può abbandonarci permettendo che il nostro lavoro venga rubato per il profitto delle grandi aziende tecnologiche".
Sir Paul McCartney ha dichiarato alla BBC che queste modifiche potrebbero introdurre tecnologie "plagiate", mettendo a rischio la sopravvivenza economica degli artisti. In una lettera pubblicata dal Times, Paul McCartney, Lord Lloyd Webber e Sir Stephen Fry hanno denunciato il pericolo di una razzia creativa da parte delle grandi aziende tecnologiche. Anche artisti del calibro di Kate Bush, Ed Sheeran, Dua Lipa e Sting hanno espresso la loro opposizione alla proposta di revisione del copyright. Nel frattempo, le industrie creative del Regno Unito hanno lanciato una campagna per sensibilizzare l'opinione pubblica sui rischi della distribuzione gratuita dei loro contenuti alle aziende di intelligenza artificiale