Economia
Piazza Affari arretra tra tensioni geopolitiche e borse europee in rosso
di Luca Andrea

La prima seduta della settimana si chiude in ribasso per Piazza Affari, trascinata dalle nuove tensioni geopolitiche tra Stati Uniti ed Europa sulla Groenlandia e da un clima di generale avversione al rischio che ha colpito tutte le principali borse del Vecchio Continente. L’assenza di Wall Street, ferma per festività, ha contribuito a ridurre la visibilità sui mercati, lasciando gli investitori in cerca di segnali mentre i beni rifugio volavano ai nuovi massimi.
A Milano il FTSEMib ha ceduto l’1,25% fermandosi a 45.227 punti. In calo anche il FTSE Italia All Share (-1,22%), il Mid Cap (-1,07%) e lo Star (-1,26%). Il clima di incertezza è stato alimentato anche dagli annunci del presidente statunitense Donald Trump, che ha confermato nuovi dazi contro otto paesi europei coinvolti nel sostegno politico alla Groenlandia: tariffe iniziali del 10% dal 1° febbraio, destinate a salire al 25% entro giugno se non verrà raggiunta un’intesa.
In uno scenario dominato dalla fuga verso i beni rifugio, l’oro ha superato con decisione la soglia dei 4.670 dollari mentre il bitcoin è tornato sopra i 93.000 dollari (circa 80.000 euro). Lo spread Btp-Bund è rimasto stabile sotto i 60 punti base, con rendimento del decennale oscillante tra il 3,4% e il 3,45%. Sul fronte valutario, l’euro ha toccato 1,165 dollari.
A Piazza Affari i riflettori sono rimasti puntati sul settore bancario, protagonista di una giornata a due velocità: UniCredit ha perso l’1,52% scendendo a 71,52 euro, mentre Monte dei Paschi ha chiuso in rialzo dello 0,93% a 8,9 euro. In ribasso Enel (-1,25% a 9,06 euro), complice lo stacco dell’acconto sul dividendo 2026. Dopo tre giorni di forte slancio, Prysmian ha registrato prese di beneficio chiudendo a -2,07% (93,82 euro). Pesante STM (-4,73% a 23,155 euro).
In controtendenza Leonardo, che ha beneficiato del clima internazionale mettendo a segno un rialzo dell’1,66% a 60 euro. Bene anche Telecom Italia (+0,98%) e Inwit (+1,15%). Sul fronte opposto soffrono le società del lusso, Brunello Cucinelli arretra del 3,45% a 84,5 euro, Moncler perde l’1,96% scendendo a 50 euro.
Il panorama europeo appare coerente con la seduta milanese, vendite diffuse a Francoforte (-1,34%), Parigi (-1,78%) e Londra (-0,39%). Il sentiment resta fragile, con gli investitori in attesa di capire se la nuova frattura commerciale tra Washington e Bruxelles resterà contenuta o si trasformerà in una nuova stagione di tensioni economiche globali.