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Coca-Cola, addio al segreto dopo un secolo. Costa pochi centesimi, ma replicarla è quasi impossibile

di Redazione
 
Coca-Cola, addio al segreto dopo un secolo. Costa pochi centesimi, ma replicarla è quasi impossibile
Dopo 139 anni di inviolabilità, quello che è considerato il segreto industriale più prezioso della storia moderna, capace di sostenere un mito e una capitalizzazione di mercato miliardaria, sembra essere stato decodificato non da un competitor aggressivo, ma dall'approccio scientifico dello youtuber LabCoatz. 

La celebre ricetta della Coca-Cola, custodita gelosamente nel caveau di Atlanta sin dalla sua invenzione a opera del farmacista John Pemberton nel 1886, è stata sottoposta a un rigoroso processo di reverse engineering durato oltre un anno che, avvalendosi della gascromatografia-spettrometria di massa, ha permesso di isolare molecola per molecola quel fatidico 1% di ingredienti sconosciuti che differenzia la bibita da una banale miscela di acqua e zucchero. 

Se il 99% della composizione (acqua, zucchero, caffeina, acido fosforico) era noto, l'analisi ha svelato la composizione esatta del mix aromatico segreto, identificando oli essenziali di neroli, coriandolo, noce moscata e cinnamaldeide (cannella), uniti a una base agrumata di lime, limone e tracce di arancia, il tutto bilanciato da acido acetico per correggere la dolcezza e vaniglia per ammorbidire le spezie. 

L'indagine ha portato alla luce dettagli tecnici sorprendenti che smentiscono decenni di speculazioni: la consistenza unica è data dalla glicerina vegetale, mentre il caratteristico "morso" astringente deriva dai tannini, componenti non volatili (e quindi sfuggiti alle prime scansioni spettrometriche ma individuati tramite test sensoriali) simili a quelli del vino. Risolto scientificamente anche l'ostacolo legale della foglia di coca decocainizzata: il profilo terpenico è stato replicato perfettamente utilizzando olio essenziale di Melaleuca (Tea Tree Oil) e sabinene. 

L'esperimento dimostra come la strategia di The Coca-Cola Company di non brevettare la formula per evitare di renderla pubblica sia stata aggirata dalla tecnologia analitica moderna, pur rivelando un paradosso finanziario: sebbene il costo della materia prima concentrata sia irrisorio, la complessità del processo di emulsione degli oli in etanolo alimentare richiede una precisione da laboratorio che mantiene intatte le barriere all'ingresso industriali, confermando che il vero vantaggio competitivo di Atlanta non risiede più nell'alchimia segreta, ma nella forza logistica e del brand.
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