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Violenza sessuale, la Camera introduce il “consenso libero e attuale”

Redazione
 
Violenza sessuale, la Camera introduce il “consenso libero e attuale”

La parola “consenso” entra finalmente nel cuore del diritto penale italiano. La Commissione Giustizia della Camera ha approvato all’unanimità un emendamento che introduce nel reato di violenza sessuale la nozione di “consenso libero e attuale”.

 

Violenza sessuale, la Camera introduce il “consenso libero e attuale”

 

Una svolta normativa e culturale che aggiorna l’articolo 609-bis del codice penale, ridefinendo il perimetro giuridico della violenza sessuale e portando l’Italia in linea con gli standard europei più avanzati in materia di tutela della libertà sessuale. Il testo, frutto di un’intesa bipartisan tra Partito Democratico e Fratelli d’Italia, è stato messo a punto dopo un confronto serrato tra le relatrici Michela Di Biase (Pd) e Carolina Varchi (FdI), e ha visto anche l’intervento diretto delle leader Elly Schlein e Giorgia Meloni nelle ultime ore di trattativa.

 

L’accordo tra maggioranza e opposizione è stato accolto come un segnale politico e simbolico di grande rilievo, soprattutto in vista della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne del 25 novembre. La nuova formulazione dell’articolo stabilisce che “chiunque compie o fa compiere o subire atti sessuali a un’altra persona senza il consenso libero e attuale di quest’ultima è punito con la reclusione da sei a dodici anni”.

 

Viene confermata la stessa pena anche per chi costringe qualcuno “a compiere o subire atti sessuali con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, ovvero chi induce taluno a compiere o subire atti sessuali abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica o di particolare vulnerabilità della persona offesa al momento del fatto, o traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona”. Nei casi di minore gravità, è prevista una riduzione della pena fino a due terzi.

 

“È un importante passo avanti per il codice penale italiano, che viene adeguato agli standard più avanzati”, ha dichiarato Michela Di Biase (in foto), sottolineando il valore culturale della riforma. “Questo nuovo testo rappresenta un grande cambiamento culturale, perché troppo spesso abbiamo assistito a donne costrette a giustificarsi anche di fronte alle violenze subite. Il sesso senza consenso è stupro”. Parole nette, che fotografano una realtà ancora segnata da stereotipi e resistenze culturali. “È un concetto scontato, eppure in Italia manca ancora una legge che lo riconosca esplicitamente. Il consenso deve essere sempre liberamente espresso e revocabile: solo il sì è un sì”, ha aggiunto Di Biase.

“È giunto il momento che questo principio, finora sancito solo dalle sentenze della Corte di Cassazione, venga finalmente inserito nell’ordinamento”. La deputata dem ha poi voluto sottolineare la portata simbolica dell’approvazione unanime in Commissione: “Ci stiamo avvicinando alla Giornata contro la violenza sulle donne e questo voto unanime rappresenta un importante segnale. Ringrazio la relatrice di maggioranza Varchi per l’importante lavoro di squadra e le altre forze politiche per l’importante risultato raggiunto”.

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