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Trump ripete di volere la Groenlandia, nell'imbarazzante silenzio della Nato

Redazione
 
Trump ripete di volere la Groenlandia, nell'imbarazzante silenzio della Nato

Ma Donald Trump, tornando a dire che ''vuole'' la Groenlandia, con argomentazioni che parlano di sicurezza internazionale, ricorda (se non lui, ci dovrebbe essere pure qualcuno che, avendo elementari basi di diritto internazionale, che dovrebbe pure dirglielo) che l'isola artica è territorio di uno Stato sovrano - la Danimarca - e che questo stesso Stato sovrano fa parte della Nato, così come gli Stati Uniti, che è un organismo di autodifesa?

Trump ripete di volere la Groenlandia, nell'imbarazzante silenzio della Nato

Il disprezzo che il presidente degli Stati Uniti mostra per la sovranità degli altri Stati (l'elenco, ad oggi, comprende Canada e Panama, con un occhio anche su parti dell'Ucraina e della Striscia di Gaza) sembra non porsi dei confini, mostrando, senza che questo gli incuta il minimo di vergogna, il volto che ha l'America oggi, un Paese che si sta scoprendo imperialista.

Non nel senso che questa parola aveva negli anni Sessanta-Settanta, quando era un paravento per esportare il concetto di democrazia anche a chi non la voleva, ma nell'accezione più propria del termine: esercitare il proprio possesso su aree geografiche che non gli appartengono.

Un modo di pensare e di concepire la politica internazionale che si basa sull'esercizio brutale dell'arma della paura oppure, come è stato inizialmente nel caso della Groenlandia, della blandizie: passate con noi e gli Stati Uniti vi faranno ricchi.

Oggi, però, Trump, quello che è andato al potere dicendo di volere cambiare rispetto all'impero del male che aveva in Joe Biden il suo cavaliere dell'Apocalisse, parla con il linguaggio della forza, dicendo di volere la Groenlandia ''perché ne abbiamo bisogno. Dobbiamo averla''.

E la volontà dei groenlandesi, che non si sentono nemmeno danesi perché hanno una loro storia, una loro cultura, le loro tradizioni, non conta nulla? E il fatto che tutti i sondaggi fatti da quando Trump ha espresso la sua volontà di impadronirsene dicono che gli abitanti dell'isola non hanno nessuna intenzione di diventare americani?

Ma quello che sorprende di più è che la Nato taccia, che le minacce mosse all'integrità territoriale di un Paese membro siano fatte cadere nel silenzio.
Come è apparso evidente quando il segretario generale Rutte, nella sua visita alla Casa Bianca e davanti alle surreali giustificazioni di Trump alla sua ''voglia'' di Groenlandia, si è limitato a dire di ''non volere coinvolgere la Nato''. Quasi fosse una bega condominiale.

Una risposta pilatesca, anzi peggio: si è chiamato fuori parlando di russi e cinesi e di rompighiaccio, ma non opponendo la sola contro-argomentazione necessaria: caro Donald (i due si sono dati del tu), la Groenlandia è parte della Danimarca, che è parte della Nato. Quindi una minaccia alla sovranità della Danimarca è una minaccia alla Nato.
Ma, come dice il pretino di Manzoni, se non hai coraggio (o anche dignità, per non parlare del rispetto del tuo stesso ruolo) non puoi dartelo.

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