Sarà che tra pochi giorni lascerà il suo incarico, traghettando il Paese verso un nuovo governo, ma il Justin Trudeau, primo ministro canadese dimissionario, che si è presentato davanti all'opinione pubblica dello Stato del Grande Nord, ha messo da parte i toni concilianti, replicando a Donald Trump che continua nelle sue provocazioni.
Le continue provocazioni di Trump compattano i canadesi
Aggressione verbali - come dare per certo che il Canada entrerà a fare parte degli Stati Uniti perché non ha alternative - che hanno avuto come effetto un moto unanime di rabbia nei canadesi che mai avrebbero pensato che i rapporti con il potente vicino potessero raggiungere un simile livello di tensione. A conferma della quale si registrano, in tutte le Province, delle manifestazioni di dissenso verso la politica di Trump, come boicottaggi delle merci americane e cancellazione di viaggi turistici negli Stati Uniti.
Trudeau si è rivolto agli americani e ai canadesi, ma anche allo stesso Trump, definendo ''stupida' la guerra commerciale contro il suo più grande alleato. "Donald, anche se sei un uomo molto intelligente (...) quello che stai facendo è davvero stupido", prendendo spunto dal titolo di un editoriale pubblicato dal quotidiano americano The Wall Street Journal .
Tra i motivi per i quali Trump ha deciso di scatenare una guerra commerciale (al momento contro Canada, Messico e Cina, domani potrebbe toccare all'Europa) c'è anche l'accusa rivolta a Ottawa di non fare abbastanza per fermare il commercio di oppioidi, nonostante le autorità canadesi abbiano moltiplicato le iniziative in questa direzione negli ultimi mesi, tra cui la presentazione di un piano di controllo delle frontiere da 1,3 miliardi di dollari e la nomina di un commissario per la lotta al fentanyl.
Le autorità canadesi ribadiscono inoltre che la quantità di fentanyl intercettata ai posti di frontiera rappresenta solo una frazione (meno dell'1%) dei sequestri di questo farmaco effettuati negli Stati Uniti.
Le accuse giunte dalla Casa Bianca (anche il vice di Trump, JD Vance ha voluto fare sentire la sua voce) hanno determinato una secca risposta da parte di Trudeau: ''E' completamente falso!'', ha detto ricordando tutte le misure recentemente adottate dal suo governo per combattere il flagello del fentany, cui la designazione di sette cartelli della droga come organizzazioni terroristiche.
Secondo il Primo Ministro, uno degli obiettivi del Presidente Trump è quello di mettere in ginocchio il Canada economicamente, con l'obiettivo finale di annetterlo agli Stati Uniti, come ha ripetutamente minacciato di fare.
Per Trudeau di Trump l'unica cosa chiara ''è il suo obiettivo di far crollare l'economia canadese in modo da poter poi parlare di annessione. Questo è ciò che vuole''.
Dal suo ritorno alla Casa Bianca, il presidente americano ha regolarmente minacciato la sovranità del Canada, ribadendo il suo desiderio di fare del Paese il 51° stato americano e parlando di Trudeau come di un governatore.
Il primo ministro canadese ha anche annunciato che il suo governo presenterà un reclamo all'Organizzazione mondiale del commercio per denunciare la violazione da parte degli Stati Uniti dell'accordo di libero scambio firmato tra Washington, Ottawa e Messico nel 2018, durante il primo mandato di Donald Trump.
Alla domanda se il Canada sarebbe disposto a riaprire questo accordo per una rinegoziazione con gli Stati Uniti, Trudeau ha detto di essere ancora aperto a questa possibilità, nonostante la situazione di malafede in cui ci troviamo ora , pur affermando che questa idea non era stata in ogni caso sollevata dagli americani.
Trudeau ha anche rivelato di avere cercato di parlare con il presidente americano negli ultimi giorni, ma senza risultato.
In un messaggio pubblicato sul suo social network Truth Social, il presidente Trump ha messo in guardia direttamente il Canada, affermando che sta valutando l'ipotesi di imporre nuove tariffe in risposta alle contro-tariffe canadesi.
"Per favore, spiegate al governatore canadese Trudeau che quando imporrà tariffe di ritorsione agli Stati Uniti, le nostre tariffe reciproche aumenteranno immediatamente di un importo equivalente!'', ha affermato Trump che, in precedenza, aveva scritto, tutto in lettere maiuscole, che se le aziende canadesi si fossero trasferite negli Stati Uniti, non avrebbero avuto dazi doganali.
Nella sua conferenza stampa, Trudeau ha comunque tenuto a sottolineare l'incredibile solidarietà dimostrata dai canadesi di fronte alle minacce del signor Trump.