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Sigarette più care da oggi, scattano i rincari fino a 30 centesimi a pacchetto
Redazione

Da oggi 16 gennaio scattano i primi rincari previsti dalla manovra sul tabacco, inaugurando una fase di aumenti che accompagnerà il mercato fino al 2028. La prima a muoversi è Philip Morris, leader in Italia. Per diversi marchi l’aumento tocca i 30 centesimi a pacchetto, con le Marlboro che passano da 6,50 a 6,80 euro. Nei prossimi giorni l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli aggiornerà i listini di tutte le altre marche, rendendo gli aumenti effettivi sull’intero settore.
Sigarette più care da oggi, scattano i rincari fino a 30 centesimi a pacchetto
I ritocchi coinvolgono anche sigari e tabacco trinciato, mentre resta ferma, almeno per ora, la tassazione sul tabacco riscaldato, segmento sempre più centrale nelle strategie delle multinazionali. A salire sarà invece l’imposta sui liquidi per sigarette elettroniche, per quelli con nicotina le aliquote arriveranno al 22% nel 2028, mentre per i liquidi senza nicotina si salirà al 17%.
L’intervento porta con sé un impatto rilevante per le casse pubbliche. Il governo stima per il solo 2026 un gettito aggiuntivo di circa 900 milioni di euro, cifra che si sommerà ai 15 miliardi annui già garantiti dal settore del tabacco. Nel triennio 2026-2028, secondo i calcoli di Assoutenti, l’incremento complessivo dovrebbe raggiungere 1,47 miliardi di euro, grazie all’aumento progressivo dell’accisa minima su sigarette, sigaretti, tabacco trinciato e prodotti a tabacco riscaldato.
Gli adeguamenti previsti sono significativi: l’accisa per mille sigarette passerà dagli attuali 29,50 euro ai 32 euro nel 2026, per poi arrivare a 38,50 euro nel 2028. Per i sigaretti l’accisa minima salirà dai 37 euro per chilogrammo convenzionale del 2025 ai 51 euro previsti per il 2028. Incrementi simili sono fissati anche per il tabacco trinciato, destinato a raggiungere i 169,50 euro al chilogrammo entro il 2028.
Sul fronte sanitario il dibattito resta acceso. Le associazioni oncologiche chiedono da anni un aumento ben più drastico, fino a 5 euro a pacchetto, per compensare i costi sanitari della dipendenza da fumo. Una posizione che trova nuove voci nella Sima, la Società Italiana di Medicina Ambientale. Il presidente Alessandro Miani invita a un approccio più ampio, estendendo la tassazione a tutti i prodotti nocivi per la salute: dai superalcolici alle bevande zuccherate, fino al cibo ultraprocessato. Un metodo già sperimentato all’estero, dove le cosiddette sin tax hanno ridotto i consumi e rafforzato le entrate pubbliche.
Per Miani, limitare gli aumenti al solo tabacco rischia di non bastare: “Occorre una strategia integrata che coinvolga ogni sostanza in grado di danneggiare la salute, così da rendere più equo e sostenibile il sostentamento del sistema sanitario”. Una visione che guarda al futuro, mentre da oggi milioni di consumatori si trovano davanti agli effetti immediati dei primi rincari.