Ambiente

Svelati i primi genomi del Sahara Verde, un’eredità genetica di 7000 anni fa

Barbara Bizzarri
 
Svelati i primi genomi del Sahara Verde, un’eredità genetica di 7000 anni fa

La vista dal riparo di Takarkori, nella Libia sudoccidentale, è costituita oggi da infinite dune sabbiose e rocce aspre, ma 7.000 anni fa questa regione del deserto del Sahara era un luogo molto diverso.
Gli scienziati, che mirano a comprendere le origini degli abitanti, affermano di essere riusciti a recuperare i primi genomi interi, ovvero informazioni genetiche dettagliate, dai resti di due donne sepolte a Takarkori.

Svelati i primi genomi del Sahara Verde, un’eredità genetica di 7000 anni fa

Il team internazionale di ricercatori della Missione archeologica nel Sahara dell’Università di Roma La Sapienza e del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia ha sequenziato per la prima volta i genomi antichi del cosiddetto "Sahara Verde", un’epoca compresa tra 14.500 e 5.000 anni fa, in cui l'attuale deserto era un paesaggio lussureggiante, solcato da fiumi e disseminato di laghi, un ambiente favorevole all'insediamento umano e alla diffusione del pastoralismo.

L'analisi del Dna dei corpi naturalmente mummificati, risalenti a circa 7000 anni fa e scoperti nel sud-ovest della Libia, ha rivelato che appartenevano a un lignaggio genetico nordafricano a lungo isolato e oggi estinto.
Lo studio, pubblicato su Nature, dimostra che questi individui discendevano da un gruppo nordafricano che si separò dalle popolazioni dell'Africa sub-sahariana approssimativamente nello stesso periodo in cui i lignaggi umani moderni si diffusero fuori dall'Africa, circa 50.000 anni fa.

Popolazioni di pastori di bovini stanziatisi nel Sahara Verde mantennero una profonda continuità genetica, priva di significative influenze esterne, fino alla fine dell'ultima era glaciale. La scarsità di componenti genetiche non africane suggerisce che la diffusione dell'allevamento del bestiame avvenne prevalentemente attraverso scambi culturali piuttosto che mediante grandi migrazioni, come già ipotizzato dagli archeologi de La Sapienza.

L'assenza di tracce di ascendenza sub-sahariana nei genomi analizzati contraddice l'idea che il Sahara fosse un semplice corridoio migratorio tra Nord Africa e Africa subsahariana, delineandolo piuttosto come un crocevia di contatti e interazioni. L'analisi genomica ha, inoltre, rivelato che gli individui di Takarkori possedevano significativamente meno Dna neandertaliano rispetto agli esseri umani moderni fuori dall'Africa, ma di più rispetto agli africani sub-sahariani contemporanei.

"I nostri risultati suggeriscono che, sebbene le popolazioni nordafricane antiche fossero in gran parte isolate, ricevettero tracce di DNA neandertaliano attraverso il flusso genetico da fuori dell'Africa", afferma Johannes Krause, direttore del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology e autore senior dello studio.

"È straordinario come il sito di Takarkori, scavato tra il 2003 e il 2006 dalla missione della Sapienza, continui a rivelare straordinarie scoperte archeologiche: qui abbiamo identificato le più antiche tracce di lavorazione del latte in Africa, datate oltre 7000 anni fa, e le più remote testimonianze di allevamento del continente africano, risalenti a circa 8000 anni fa", aggiunge Savino di Lernia, autore senior dello studio e direttore della Missione Archeologica nel Sahara della Sapienza.

Lo studio enfatizza l'importanza dell'analisi del Dna antico per la ricostruzione della storia umana in regioni chiave come il Nord Africa centrale, fornendo un solido supporto scientifico alle ipotesi archeologiche e contribuendo a ridefinire la comprensione delle dinamiche migratorie e culturali che hanno caratterizzato l'evoluzione del Sahara nel corso dei millenni. Tuttavia è stato anche rilevato che il Dna antico è spesso frammentato e contaminato e si conserva meglio in ambienti freddi, non nelle estreme oscillazioni di temperatura del più grande deserto caldo al mondo, ma il team è stato in grado di estrarre abbastanza DNA dalle due mummie per ottenere un set più completo di materiale, che ha permesso ai genetisti di acquisire informazioni sull'ascendenza di una popolazione e non solo su quella di un individuo: "L'intero genoma trasporta le storie di molti", ha detto Harald Ringbauer, coautore dello studio, che utilizza strumenti di calcolo per analizzare i dati genetici.

  • villa mafalda 300x600
  • PP evolution boost estivo giugno 2024
Rimani sempre aggiornato sulle notizie di tuo interesse iscrivendoti alla nostra Newsletter
Notizie dello stesso argomento
La rinascita dei gorilla fra le nebbie del Ruanda
05/04/2025
Barbara Leone
La rinascita dei gorilla fra le nebbie del Ruanda
Diritti animali: la rivoluzione silenziosa parte da Tolosa
05/04/2025
Barbara Leone
Diritti animali: la rivoluzione silenziosa parte da Tolosa
Svelati i primi genomi del Sahara Verde, un’eredità genetica di 7000 anni fa
05/04/2025
Barbara Bizzarri
Svelati i primi genomi del Sahara Verde, un’eredità genetica di 7000 anni fa
L'emergenza climatica sta distruggendo il capitalismo
03/04/2025
Redazione
L'emergenza climatica sta distruggendo il capitalismo