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Politica

Il gioco d’azzardo di Macron

César Pérez Ruiz, Head of Investments & CIO di Pictet Wealth Management

La scorsa settimana gli indici azionari statunitensi sono saliti rispettivamente – entrambi in dollari – dell’1,6% per lo S&P 500 e del 3,3% per il Nasdaq. La maggior parte dei guadagni deriva da alcuni nomi prominenti collegati alla tecnologia, mentre le azioni più in generale hanno beneficiato dei bassi dati sull’inflazione statunitense. Gli indici europei hanno avuto però tempi più difficili dopo le elezioni del Parlamento europeo e la convocazione anticipata alle urne in Francia: il CAC 40 ha perso il 6,2% durante la settimana, trascinato verso il basso dalle azioni bancarie, mentre lo Stoxx Europe 600 ha subìto una flessione del 2,35% (entrambi gli indici sono in euro). Sebbene la Fed non si sia sbilanciata sul ritmo dei tagli dei tassi, le notizie sull’inflazione sono state considerate sufficientemente buone da innescare un rally obbligazionario, con il tasso degli US Treasury a 10 anni sceso di 22 punti base nella settimana e i tassi dei Bund tedeschi a 10 anni in misura anche maggioreGli spread dei titoli di Stato francesi rispetto ai Bund tedeschi si sono però allargati a causa delle incertezze elettorali combinate alle problematiche in essere del bilancio pubblico in Francia. Su altre piazze, l’annuncio della Bank of Japan circa una riduzione dei suoi acquisti di bond ha spinto verso il basso i tassi sui bond nipponicilo yen ha invece continuato a perdere terreno nei confronti dell’USD, in parte a causa della mancanza di dettagli sui programmi della BoJ. L’euro si è deprezzato nei confronti dell’USD, del franco svizzero e della sterlina britannica dopo la convocazione delle elezioni francesi.

I dati sulle vendite al dettaglio negli Stati Uniti saranno cruciali questa settimana per valutare lo stato di salute dei consumatori americani dopo che a giugno le richieste di sussidi di disoccupazione settimanali hanno raggiunto il massimo da 10 mesi e la fiducia dei consumatori è scesa al minimo da 7 mesi.  Le previsioni mediane dei policymaker della Fed puntano a quattro tagli nel 2025, e, quindi, gli abbassamenti dei tassi sono stati rinviati ma non annullati : ne prevediamo due quest’anno, a settembre e a dicembre. Stiamo anche monitorando con attenzione le aste degli US Treasury, che hanno fornito risultati contrastati nell’ultima tornata. In Francia, il campo di Macron rischia di essere schiacciato sia da destra che da sinistra nelle elezioni del 30 giugno e del 7 luglio. Lo scompiglio politico ha scombussolato i mercati, che probabilmente rimarranno in balìa dell’incertezza fino alle elezioni. I mercati azionari sono guidati da un gruppo ristretto di mega cap blasonate, con una transazione IA la scorsa settimana che ha acceso l’entusiasmo degli investitori e le small cap che non sono riuscite ad esprimere un rally – malgrado la discesa dei tassi obbligazionari – a causa dei timori per la crescita e del contagio risk off dall’Europa. Le azioni e la divisa messicana hanno risentito dei programmi della presidente eletta di ristrutturare il sistema giudiziario. Siamo sottopesati sulle azioni dei mercati emergenti. La decisione del G7 di fornire all’Ucraina USD 50 miliardi garantiti dai beni russi congelati evidenzia la trasformazione dei patrimoni come arma di pressione. Continuiamo ad apprezzare l’oro.

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