Le intese raggiunte al Ministero delle Imprese e del Made in Italy nel 2025 sono 27, per il medesimo numero di accordi di reindustrializzazione e in percorsi strutturati di rilancio produttivo, grazie alle quali è stata consentita la tutela o la stabilizzazione di oltre 14.260 lavoratori. Vertenze tra cui spiccano i casi La Perla, Beko, Coin, Gruppo Dema, Diageo, Speedline, Riello, Jabil, Venator e Adriatronics.
Mimit: 27 intese su vertenze industriali nel 2025
Da ricordare il rientro in Italia di asset industriali di valore storico e simbolico (Diageo), il consolidamento di realtà strategiche (Riello), lo stop a centinaia di licenziamenti unilaterali (come nelle vertenze Berco e Yoox) o la risoluzione di o vertenze di particolare complessità, come La Perla, caratterizzata da quattro procedure concorsuali, di cui una extra-UE e con finalità differenti.
Sono state inoltre individuate soluzioni a crisi industriali nel Mezzogiorno, con il coinvolgimento di imprese radicate nel territorio, come il Gruppo Dema, già risolta, e AC Boilers, in fase di finalizzazione.
Riguardo ai numeri, nel corso del 2025 sono stati convocati al Mimit 208 tavoli plenari, affiancati da numerosi incontri di coordinamento e di approfondimento tecnico. I tavoli di crisi attivi a Palazzo Piacentini sono attualmente 41, in netto calo rispetto ai 55 del 2022, con 34.802 lavoratori coinvolti, a fronte degli oltre 80.000 di tre anni fa. Un dato che certifica un cambio di passo strutturale: meno crisi aperte, più soluzioni definitive.
“Un traguardo significativo, raggiunto affrontando vertenze particolarmente complesse, spesso irrisolte da anni e ad alto impatto occupazionale, che hanno trovato una prospettiva concreta di continuità e rilancio industriale grazie a un dialogo costante e responsabile tra istituzioni, imprese, lavoratori e organizzazioni sindacali”, ha commentato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso (in foto).