Lo scenario era importante - l'evento con il quale Generali ha celebrato successi e progetti - , ma forse l'intervento del sottosegretario al Lavoro, il leghista Claudio Durigon (in foto), avrebbe meritato un eco diversa, più concentrata sull'importanza delle cose che ha detto. Una in particolare merita attenzione perché è quella più proiettata verso il futuro, riguardando i nostri giovani.
La Lega vuole che il governo imponga per i giovani la previdenza complementare
Durigon ha fatto un annuncio che potrebbe avere una concretizzazione nel breve periodo. Cioè che, nel prossimo decreto lavoro del governo Meloni, potrebbe essere inserita una norma che imponga polizze integrative per i più giovani. Norma da mettere nero su bianco nel corso del prossimo congresso della Lega e quindi essere inserito nelle decisioni del governo.
Sono leggi di questo tipo, ha detto Durigon, che possono ''agevolare la fuoriuscita dal mercato del lavoro''. Che peraltro mostra un evidente invecchiamento, con una età media molto alta, oltra la soglia de 50 anni.
Il sottosegretario ha parlato della previdenza complementare obbligatoria come di un ''elemento fondamentale. Credo che nei giovani vada inserita una forma obbligatoria perché devono pensare al futuro".
L'idea non è affatto da sottovalutare o da scartare, per preconcetti ideologici, ma pensare di imporre, non chiedere, ai nostri giovani di accedere alla previdenza complementare sembra non tenere conto che i costi andranno a gravare su stipendi che, nel Paese, almeno nella fase iniziale, non sono tali da consentire di essere ''tagliati'' con la prospettiva di un futuro beneficio.
Forse, nell'elaborazione del provvedimento, si dovrebbe pensare magari ad una compartecipazione del datore di lavoro, facendo ricadere il peso economico della polizza sulle due parti, in maniera diversa, ma in modo che allevi il peso che i giovani dovrebbero sostenere, peraltro senza la certezza che in futuro altre norme non ne vanifichino il sacrificio di oggi.