Il bilancio delle vittime delle proteste popolari che stanno infiammando da giorni l'Iran ha raggiunto le dimensioni di un massacro. Secondo gli attivisti, i morti accertati sarebbero almeno 544, ma una stima attendibile al momento è impossibile, dal momento che Internet e collegamenti telefonici sono stati interrotti dal regime e quindi le notizie che, con difficoltà, arrivano al di fuori dei confini iraniani sono tutte da verificare.
Iran: la repressione delle proteste è ormai un massacro
Sul fronte diplomatico c'è da registrare la dichiarazione di Donald Trump, secondo il quale l'Iran ha proposto dei negoziati dopo la sua minaccia di colpire la Repubblica islamica per la sanguinosa repressione dei manifestanti. Una svolta, se confermata, perché nelle ultime ore le reazioni della Repubblica islamica, dopo le minacce di Trump, sono state durissime.
Come Trump possa intervenire in Iran è oggetto di valutazione da parte degli analisti, che pensano, al momento, ad una ''risposta'' al regime affidata ad attacchi informatici o, nel caso in cui la situazione precipitasse, con un'azione militare, magari in collaborazione con Israele.
"L'esercito ci sta valutando e stiamo valutando alcune opzioni molto valide", ha detto Trump ai giornalisti sull'Air Force One ieri sera. Sulle minacce di ritorsione dell'Iran, ha risposto: "Se lo faranno, li colpiremo a livelli mai visti prima".
Trump, dopo avere confermato che ci sono contatti, per preparare un incontro con Teheran, ha comunque avvertito che potrebbe dover agire per primo, dato che aumentano le notizie sul bilancio delle vittime in Iran e il governo continua ad arrestare i manifestanti.
"Penso che siano stanchi di essere malmenati dagli Stati Uniti", ha detto Trump. "L'Iran vuole negoziare. L'incontro è in fase di organizzazione, ma potremmo dover agire a causa di ciò che sta accadendo prima dell'incontro. Ma un incontro è in fase di organizzazione. L'Iran ha convocato, vogliono negoziare".
Oltre 10.600 persone sono state arrestate durante le due settimane di proteste, ha affermato l'agenzia di stampa statunitense Human Rights Activists News Agency, che ha fornito dati accurati sui disordini degli ultimi anni e ha fornito il bilancio delle vittime. L'agenzia si basa sul controllo incrociato delle informazioni da parte dei sostenitori in Iran. Ha affermato che 496 delle vittime erano manifestanti e 48 membri delle forze di sicurezza.
In Vaticano, Papa Leone XIV ha menzionato l'Iran come un luogo "dove le tensioni in corso continuano a mietere molte vittime", aggiungendo: "Spero e prego che il dialogo e la pace possano essere pazientemente coltivati nel perseguimento del bene comune dell'intera società".
Manifestazioni si sono svolte in alcune capitali internazionali a sostegno dei manifestanti. Un portavoce ha dichiarato che il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres è rimasto "scioccato" dalle notizie di violenze contro i manifestanti, che hanno causato "decine di morti", e ha invitato le autorità iraniane a usare la massima moderazione e a ripristinare le comunicazioni.