Degli hacker hanno interrotto le trasmissioni satellitari della televisione di Stato iraniana per mandare in onda filmati a sostegno del principe ereditario in esilio e in cui si invitano le forze di sicurezza a "non puntare le armi contro la gente".
Iran: Hacker mandano in onda sulla tv di Stato un appello del figlio dello Shah
L'attacco informatico arriva mentre il bilancio delle vittime della repressione delle autorità che ha soffocato le manifestazioni ha raggiunto almeno 4.029 persone, hanno affermato gli attivisti che temono che il numero possa essere molto più alto, mentre la fuga di notizie dal Paese è reso difficile dal nlocco di Internet.
Intanto al Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è stato ritirato l'invito a parlare al World Economic Forum di Davos, in Svizzera, a causa delle uccisioni di manifestanti.
Il filmato è andato in onda domenica sera su diversi canali satellitari trasmessi dall'Islamic Republic of Iran Broadcasting, l'emittente statale del Paese. Il video mostrava due clip del principe ereditario in esilio Reza Pahlavi, poi includeva immagini di membri delle forze di sicurezza e di altri in quelle che sembravano uniformi della polizia iraniana. Affermava, senza fornire prove, che altri avevano "deposto le armi e prestato giuramento di fedeltà al popolo".
"Questo è un messaggio all'esercito e alle forze di sicurezza", si legge in un'immagine. "Non puntate le armi contro la gente. Unitevi alla nazione per la libertà dell'Iran".
L'agenzia di stampa semiufficiale Fars, ritenuta vicina alla Guardia Rivoluzionaria paramilitare del Paese, ha citato una dichiarazione dell'emittente statale in cui si riconosceva che il segnale in "alcune zone del Paese era stato momentaneamente interrotto da una fonte sconosciuta", non specificando cosa fosse stato stato trasmesso.
Quanto sostegno Pahlavi abbia in Iran rimane una questione aperta.
L'attacco di domenica non è il primo a causare l'interruzione delle onde radio iraniane. Nel 2022, diversi canali hanno trasmesso filmati che mostravano i leader del gruppo di opposizione in esilio Mujahedeen-e-Khalq e un'immagine che chiedeva la morte della Guida suprema dell'Iran, l'Ayatollah Ali Khamenei.
Mentre la tensione tra Teheran e Washington resta alta, i dati di tracciamento delle navi hanno mostrato la portaerei USS Abraham Lincoln, così come altre navi militari americane, nello Stretto di Malacca dopo aver oltrepassato Singapore su una rotta che potrebbe portarle in Medio Oriente.
Diversi resoconti dei media statunitensi, che citano funzionari anonimi, hanno affermato che la Lincoln, con base a San Diego, era in viaggio verso il Medio Oriente.
Il World Economic Forum ha ritirato l'invito ad Araghchi spiegando che ''sebbene fosse stato invitato lo scorso autunno, la tragica perdita di vite umane tra i civili in Iran nelle ultime settimane significa che non è giusto che il governo iraniano sia rappresentato a Davos quest'anno". Araghchi, da parte sua, ha denunciato la decisione, affermando che il forum "ha annullato la mia presenza a Davos sulla base di bugie e pressioni politiche da parte di Israele e dei suoi delegati e apologeti con sede negli Stati Uniti".