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Groenlandia: Europa pronta ad attivare il "bazooka" commerciale dopo le minacce di nuovi dazi americani

Redazione
 
Groenlandia: Europa pronta ad attivare il 'bazooka' commerciale dopo le minacce di nuovi dazi americani

Mentre la Groenlandia, come ha detto il suo primo ministro, Jens-Frederik Nielsen, respinge ogni ipotesi di annessione da parte degli Stati Uniti e le pressioni che, per questo, sono messe in atto da Washington, arrivano le prime reazioni da Bruxelles, che pensa al ricorso a forti ritorsioni sul piano commerciale.

Groenlandia: Europa pronta ad attivare il "bazooka" commerciale dopo le minacce di nuovi dazi americani

Nielsen ha detto, riferendosi alla volontà del popolo groenlandese di mantenere la sua autonomia, che ''le ultime dichiarazioni degli Stati Uniti, comprese le minacce di dazi, non cambiano questa linea. Non ci faremo mettere sotto pressione''.
Nel frattempo, l’Europa starebbe valutando la possibilità di usare il suo “bazooka” commerciale e imporre tariffe per un valore di 93 miliardi di euro agli Stati Uniti, dopo che il presidente Donald Trump ha minacciato di imporre dazi su otto paesi europei se non si raggiungesse un accordo sulla vendita della Groenlandia.
Nel corso di una riunione di emergenza tenutasi domenica a Bruxelles, la Francia ha esortato l’Unione Europea a ricorrere allo ''Strumento anticoercitivo''.

Lo strumento è concepito per scoraggiare quella che l’UE definisce ''coercizione economica'', che potrebbe influire sul commercio e sugli investimenti all’interno dell’Unione. Le ritorsioni potrebbero estendersi oltre i dazi, includendo restrizioni finanziarie, misure relative alla proprietà intellettuale e limitazioni agli appalti pubblici.

La gamma di ripercussioni ha fatto sì che lo strumento si guadagnasse la reputazione di “bazooka” commerciale dell’Europa, e non tutti i membri dell’UE sono ansiosi di utilizzarlo. La Germania è stata più reticente a utilizzarlo, in parte a causa della sua forte dipendenza dalle esportazioni. Ma i dazi di Trump colpirebbero tutti i settori. Tra i più esposti l’industria automobilistica, che annovera la tedesca BMW e Stellantis quotata a Milano; nomi del lusso, come la francese LVMH e Kering; e giganti farmaceutici, tra cui la danese Novo Nordisk e la svizzera Roche.

Eppure nessun settore sembra essere nel mirino di Trump quanto quello del vino e dello champagne francesi, che oggi il presidente americano ha minacciato con dazi del 200%, dopo che il presidente francese Emmanuel Macron avrebbe dichiarato di non essere disposto a unirsi al suo “Consiglio per la pace” su Gaza.

I mercati sono stati scossi dalla notizia. Futures legati al Dow Jones Industrial Average ha indicato un calo di oltre 600 punti all’apertura di martedì. Ieri le borse europee hanno avuto un andamento negativo, mentre il prezzo dell'oro e dell'argento è salito ai massimi.

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