Una nuova alleanza pubblico-privata prende forma nel cuore delle filiere agricole africane, dove sostenibilità, resilienza climatica e sviluppo economico locale diventano leve strategiche. Generali e UNIDO hanno annunciato a Milano una partnership nell’ambito del programma ACT (Advancing Climate-Resilience and Transformation in African Coffee), per rafforzare la produzione sostenibile di caffè in Africa orientale e migliorare le condizioni socio-economiche delle comunità locali.
Generali e UNIDO insieme per il caffè africano, assicurazione e sostenibilità al centro del Global Gateway
L’iniziativa si inserisce nel quadro delle priorità dell’EU Global Gateway e del Piano Mattei italiano ed è sostenuta dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Il programma, guidato da UNIDO in collaborazione con l’International Coffee Organization e l’Inter-African Coffee Organization, si concentra inizialmente su Etiopia, Kenya, Tanzania, Uganda e Malawi, Paesi chiave per la produzione caffeicola africana. L’approccio adottato poggia su cinque pilastri: creazione di valore locale, resilienza climatica, conformità normativa, ricerca e inclusione sociale, con le soluzioni finanziarie come fattore abilitante trasversale.
In questo contesto, il ruolo del settore assicurativo assume una valenza strategica. Generali partecipa al progetto come advisor tecnico, facendo leva sulle competenze di Generali Global Corporate & Commercial, centro di eccellenza del Gruppo per le assicurazioni parametriche. Si tratta di strumenti innovativi che consentono di offrire coperture rapide e mirate contro eventi climatici estremi, riducendo l’incertezza per i produttori e contribuendo a colmare il protection gap che penalizza molte economie in via di sviluppo. La crescente esposizione dell’agricoltura agli effetti del cambiamento climatico rende infatti essenziale integrare meccanismi di gestione del rischio all’interno delle catene del valore.
La partnership mira anche a promuovere modelli di cooperazione multi-stakeholder, favorendo il dialogo tra attori pubblici e privati, la condivisione di conoscenze e la mobilitazione di risorse finanziarie. Tra le aree di collaborazione figurano studi congiunti sull’applicazione dell’assicurazione parametrica alla filiera del caffè africano e lo sviluppo di strumenti di misurazione dell’impatto sociale e ambientale, in linea con gli standard internazionali di sostenibilità. Si vuole, così, trasformare la produzione di caffè in un motore di crescita inclusiva, capace di generare valore aggiunto a livello locale e di rafforzare la disciplina normativa lungo l’intera filiera.
Dal punto di vista istituzionale, l’iniziativa rappresenta un esempio concreto di come le strategie europee di cooperazione possano tradursi in interventi operativi sui territori. Il Global Gateway punta a costruire partenariati equilibrati e sostenibili con i Paesi emergenti, e il settore agricolo, in particolare quello del caffè, si conferma un ambito ad alto impatto economico e sociale. Rafforzare la resilienza delle comunità produttrici significa non solo proteggere i redditi locali, ma anche contribuire a un commercio globale più equo e stabile delle materie prime agricole.
Per Generali, l’accordo con UNIDO si inserisce in una strategia più ampia che integra la sostenibilità nel core business del Gruppo, come delineato nel piano “Lifetime Partner 27: Driving Excellence”. L’impegno a operare come assicuratore e investitore responsabile si traduce nella partecipazione a progetti che uniscono protezione dai rischi, sviluppo economico e inclusione sociale. In Africa, come in altre aree emergenti, questo approccio rafforza il ruolo dell’assicurazione non solo come strumento di tutela, ma come leva di sviluppo.
La partnership sul caffè africano segna dunque un passaggio rilevante, dimostra come l’innovazione finanziaria, se integrata con politiche di cooperazione e obiettivi di sostenibilità, possa contribuire a rendere più resilienti le filiere agricole globali. In un contesto segnato da shock climatici sempre più frequenti, la capacità di anticipare e gestire il rischio diventa una componente essenziale della competitività e della giustizia economica internazionale.
Andrea De Marco, Programme Manager and Partnership Advisor di UNIDO, ha sottolineato come il Programma ACT sia il motore di questa trasformazione, mirata a creare catene del valore agricole che siano non solo sostenibili dal punto di vista ambientale, ma anche inclusive sotto il profilo occupazionale. Secondo De Marco, l’obiettivo centrale è rafforzare i mezzi di sussistenza dei produttori locali, garantendo un commercio equo e aggiungendo valore direttamente sul territorio.
Dal canto suo, Lucia Silva, Group Chief Sustainability Officer di Generali (in foto), ha posto l'accento sull'urgenza posta dal cambiamento climatico, che minaccia gravemente le economie più vulnerabili. Silva ha evidenziato il ruolo strategico delle assicurazioni nel rafforzare la resilienza climatica, promuovendo in particolare l'assicurazione parametrica. Questo strumento, sviluppato con l'esperienza di Generali Global Corporate & Commercial, è considerato fondamentale per colmare il "gap di protezione" dei coltivatori e garantire uno sviluppo agricolo stabile e duraturo di fronte ai crescenti rischi ambientali.