Banca Generali archivia il 2025 con numeri che superano i target annunciati. La raccolta netta totale ha raggiunto 6,8 miliardi di euro, oltre la soglia dei 6 miliardi fissata a inizio anno, mentre la componente più qualificata degli Assets under Investment ha toccato i 4 miliardi, anch’essa sopra gli obiettivi, in un contesto definito dallo stesso management “sfidante” per via delle tensioni legate al risiko bancario.
Banca Generali realizza nel 2025 risultati oltre le attese, Mossa indica la rotta
A dare la chiave di lettura dei risultati è l’Amministratore Delegato e Direttore Generale Gian Maria Mossa (in foto), che rivendica con orgoglio non solo il dato quantitativo ma, soprattutto, la qualità della crescita. Secondo Mossa, il 2025 dimostra la solidità del modello di Banca Generali, una raccolta capace di migliorare quella del 2024 e di accelerare in modo deciso nell’ultimo trimestre, segnale evidente della fiducia dei clienti e del legame con la rete dei private banker.
Nel mese di dicembre, la banca ha messo a segno 607 milioni di euro di raccolta netta, con una forte spinta verso le soluzioni gestite e la consulenza evoluta. È qui che si concentra il cambio di passo sottolineato dall’amministratore delegato, il progressivo riposizionamento dalla liquidità e dall’amministrato verso strumenti a maggiore valore aggiunto. I flussi in Assets under Investment, pari a 843 milioni nel solo mese, rappresentano per Mossa la prova che il mercato riconosce l’eccellenza delle soluzioni offerte e la capacità della banca di accompagnare i clienti in una fase complessa dei mercati finanziari.
Un altro elemento centrale nel commento del vertice riguarda la forza attrattiva del brand. Passata l’incertezza estiva, Mossa evidenzia il ritorno di un forte interesse da parte di professionisti provenienti da altre realtà, con ingressi rilevanti nella parte finale dell’anno. Un segnale che rafforza la visione strategica della banca e consolida il posizionamento nel private banking italiano, non solo come piattaforma di prodotto ma come ecosistema fondato sulla relazione.
Guardando al 2026, il messaggio dell’amministratore delegato è improntato a fiducia e ambizione. Mossa individua tre fondamenti su cui costruire la prossima fase di sviluppo: una strategia centrata sul rapporto cliente-private banker, importanti progetti trasformazionali, tra cui Intermonte e Insurbanking, e una squadra definita “forte e coesa”. A questi elementi si aggiunge un posizionamento sempre più distintivo verso clientela privata e imprenditoriale, sostenuto dalla forza del marchio Banca Generali.
Il bilancio del 2025, quindi, non è solo un consuntivo positivo ma una piattaforma di lancio. Nelle parole di Mossa emerge una banca che, superata una fase di incertezza sistemica, ritiene di avere oggi tutti i requisiti per accelerare lungo un percorso di crescita sostenibile, facendo leva sulla qualità della consulenza e sulla centralità della relazione. Fattori che il mercato guarda con attenzione, perché indicano come la competizione nel private banking italiano si giochi sempre più sulla fiducia e sulla capacità di creare valore nel tempo.