Mentre si celebravano i funerali delle vittime italiane della sciagura di Crans-Montana e si vivevano ore di apprensione per le condizioni delle persone, tutti giovani, rimaste gravemente ustionate o intossicate per l'incendio della discoteca, dalla Svizzera arrivava, tra le altre, la notizia dell'acquisizione, da parte della Procura, di alcuni video.
Crans-Montana: la proprietaria della discoteca immortalata mentre fugge con la cassa
In uno di questi, parrebbe che la comproprietaria della discoteca, Jessica Moretti, francese come il marito, Jacques, sia scappata dal luogo dell'incendio portandosi via la cassa. Che, vista serata particolare (la notte del 31 dicembre) e il numero elevatissimo - anche troppo - di clienti, doveva essere gonfia di denaro.
Fermo restando che da un video, che certo non sarà il massimo della chiarezza, viste le circostanze nelle quali è stato girato, non si possono avere certezze, se fosse confermata la circostanza che l'imprenditrice, prima di partecipare ai soccorsi, ha pensato bene di mettere al sicuro l'incasso, l'immagine della signora Moretti uscirebbe parecchio offuscata. E sarebbe l'ennesima tessera di un mosaico che, con il passare delle ore, diventa sempre di più inquietante perché, dando per scontata la responsabilità dei gestori, per quello che hanno o non hanno fatto, resta da capire se e come l'assenza di controlli, previsti dalla legge elvetica, abbiano contribuito alla strage di ragazzi che cercavano solo di passare, in allegria, le ultime ore dell'anno.
L'immagine di Jessica Moretti che scappa piuttosto che impegnarsi nei soccorsi è il sunto di mille e una incongruenza in questa vicenda dove tutti coloro che hanno anche solo una parvenza di ruolo istituzionale hanno colpe, anche coloro che apparentemente con la tragedia non hanno nulla a che spartire.
Il Comune di Crans-Montana, ad esempio, avrebbe dovuto controllare, avrebbe dovuto verificare - e non lo ha fatto - se i lavori di ristrutturazione autorizzati per Le Constellation abbiano rispettato tutte le prescrizioni, a cominciare da quelle per garantire la sicurezza. Ma è mai possibile che anche solo l'ultimo funzionario del Comune non abbia avuto il sospetto che, ridurre al larghezza dell'unica scala d'accesso e di uscita dalla discoteca, potesse essere un potenziale impedimento ad una spedita evacuazione del locale in caso di emergenza?
Eppure i lavori sono stati fatti, le vie di fuga ristrette e tutti sono stati contenti.
Ma, in questo scenario, quello che ancora oggi, quando è passata più d'una settimana dal rogo assassino, sembra evidente è la mancata reazione della Giustizia elvetica, che evidentemente confida molto nel galantomismo dei signori Moretti che, nonostante le evidenze e il terrificante bilancio dell'incendio, non sono stati destinatari di alcun provvedimento di limitazione delle libertà. Quindi, sono padroni di andare e venire e, considerato che di soldi, con le loro attività imprenditoriali dovrebbero averne fatti tanti, quindi anche con la possibilità di scegliere di fuggire.