Costa Crociere dovrà corrispondere un risarcimento di 1.500 euro a una passeggera che, durante una crociera sulla Costa Smeralda, ha subito due cadute nell’area giochi acquatici della nave. La decisione è stata presa dal Giudice di pace di Roma, che ha accolto integralmente le richieste della donna, rappresentata dal Codacons.
Costa Crociere condannata a risarcire una passeggera per incidenti nell’acquapark a bordo della Costa Smeralda
I fatti risalgono ad agosto 2021, quando C.A., queste le iniziali della passeggera, si era imbarcata con la famiglia a Civitavecchia per una crociera che prevedeva scali a Savona, Marsiglia, Barcellona e Palma de Maiorca. Secondo quanto ricostruito dal Codacons, nel primo giorno di navigazione la donna era caduta rovinosamente nell’acquapark della nave a causa della pavimentazione particolarmente scivolosa.
La caduta le aveva provocato dolore al ginocchio e alla caviglia sinistra, compromettendo la mobilità sia a bordo sia durante gli spostamenti a terra. La situazione si è aggravata il 15 agosto 2021, quando la passeggera ha riportato un trauma facciale cadendo su uno scivolo dell’acquapark. L’incidente sarebbe stato determinato dalla contemporanea presenza di altri utenti sull’attrazione e dalla mancanza di adeguata sorveglianza da parte del personale della nave.
A seguito dell’impatto, C.A. ha sviluppato un grande ematoma al volto e ha sofferto per diversi giorni di mal di testa, dolore all’occhio e al volto, oltre al persistere dei dolori agli arti inferiori, compromettendo l’esperienza della vacanza. Rientrata a Roma, la passeggera ha presentato ricorso davanti al Giudice di pace di Roma per inadempimento contrattuale, sostenendo che Costa Crociere non aveva garantito la sicurezza prevista dal contratto di viaggio e dalle norme vigenti. La giudice Simonetta Masina ha confermato la responsabilità della compagnia crocieristica, riconoscendo il diritto della passeggera a un risarcimento di 1.500 euro per il danno da vacanza rovinata, oltre al rimborso delle spese legali pari a 1.000 euro.
Nella sentenza si sottolinea come l’istruttoria abbia dimostrato con sufficiente certezza l’inadempimento contrattuale da parte di Costa Crociere. Il provvedimento fa riferimento alla direttiva del Consiglio CEE del 13 giugno 1990 n. 314, relativa ai viaggi, alle vacanze e ai circuiti “tutto compreso”, che riconosce al consumatore il diritto al risarcimento in caso di vacanza rovinata, nella misura della differenza tra le prestazioni previste e quelle effettivamente fornite. Il giudice cita inoltre la sentenza della Corte di Giustizia UE, Sezione VI, 12 marzo 2002 n. C-168/00, secondo cui l’articolo 5 della direttiva deve essere interpretato nel senso che il consumatore può ottenere il risarcimento del danno morale derivante dall’inadempimento o dalla cattiva esecuzione delle prestazioni durante un viaggio “tutto compreso”.