Ambiente

Il Climate Pride alza la voce: Roma in piazza per la Giustizia Climatica

Barbara Leone
 
Il Climate Pride alza la voce: Roma in piazza per la Giustizia Climatica
In un momento storico in cui le scelte politiche internazionali sembrano allontanarsi sempre più dagli obiettivi di sostenibilità, la società civile risponde con forza e determinazione. Il prossimo 16 novembre, alle ore 15, Piazza Vittorio a Roma diventerà il cuore pulsante del Climate Pride, una mobilitazione nazionale che darà vita a una street parade gioiosa, creativa e ribelle. L’evento si inserisce in un contesto di mobilitazioni globali durante la COP29 in Azerbaijan, con l’obiettivo di esercitare una forte pressione affinché i leader mondiali adottino finalmente politiche ambiziose e concrete per combattere il cambiamento climatico e fare fronte alla perdita di biodiversità.  Oltre 50 associazioni e movimenti si uniranno in una grande street parade, che si unisce al fine di chiedere un cambio di rotta radicale nelle politiche energetiche e ambientali,  ma anche per evitare le conseguenze più disastrose della crisi climatica e della perdità di biodiversità.

La street parade che attraverserà le vie della Capitale, sarà un’occasione unica per sensibilizzare l’opinione pubblica e i decisori politici sull’urgenza di abbandonare un modello di sviluppo basato sui combustibili fossili, responsabile di ingiustizie sociali e conflitti a livello globale. Le tensioni socio-economiche come razzismo, sessismo, abilismo e disuguaglianze sono aggravate dagli effetti del cambiamento climatico, in un circolo vizioso che acuisce le ingiustizie e le vulnerabilità preesistenti.

Del resto la nostra vita e quella di tutti gli altri essere viventi presenti sul nostro Pianeta sono altamente interconnesse. Ecco perché ora più che mai tutelare la Natura è fondamentale per il nostro benessere e il nostro futuro. Il Climate Pride non sarà solo una protesta, ma una celebrazione della resilienza della natura e delle comunità che si battono per un futuro sostenibile e una giusta transizione ecologica. Attraverso simboli potenti, come maschere di animali, piante, batteri, funghi, pale eoliche e pannelli solari, verrà lanciato un messaggio chiaro: è possibile costruire un mondo più giusto ed equo, in cui il nostro stile di vita sia compatibile con la Natura. L’evento intende ribaltare la fallimentare e pericolosa narrazione antropocentrica, che vede la Terra come una risorsa infinita da sfruttare, promuovendo invece una visione multispecie armoniosa e inclusiva che mette al centro la giustizia climatica.

La vittoria di Donald Trump e le sue politiche negazioniste, caratterizzate da un ritorno all’uso dei combustibili fossili e da un netto rifiuto di misure decisive per la sostenibilità, rappresentano per Legambiente un ulteriore e preoccupante passo indietro in un panorama di azioni climatiche già insufficienti. La società civile risponde con una voce collettiva potente: il cambiamento non può aspettare. La transizione ecologica è un diritto e un dovere verso il pianeta, e il Climate Pride sarà un simbolo di speranza e resistenza, un appello globale per un presente e un futuro equo, sostenibile e inclusivo. Il Climate Pride arriverà in cammino fino all’Ex SNIA, simbolo delle lotte ambientaliste, oggi minacciata da un mastodontico progetto di cementificazione da 280.000 mc. Un’operazione immobiliare tra Roma Capitale e investitori privati che prevede la costruzione di uno studentato e servizi universitari. L’obiettivo è difendere il Lago Bullicante e il suo ecosistema, reclamando l’esproprio dell’area per creare un parco naturalistico. 

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