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Presto il nome del nuovo presidente della Banca centrale svizzera

Il consiglio di sorveglianza della Banca nazionale svizzera è nelle fasi finali dell'iter per indicare il candidato che sostituirà il presidente uscente Thomas Jordan, che si dimetterà a settembre dopo 12 anni alla guida dell'istituto. Un periodo in cui Jordan ha fronteggiato sfide importanti, tra cui il crollo della banca Credit Suisse e un forte apprezzamento del franco svizzero.

Presto il nome del nuovo presidente della Banca centrale svizzera

Il processo per ricoprire la carica - che lo scorso anno ha previsto un pacchetto di compensi da 1,3 milioni di franchi svizzeri (1,5 milioni di dollari) lo scorso anno – è stato quasi completato, una volta ultimato il giro delle interviste con i candidati. Il CdA della banca, finito il lavoro di analisi dei candidati, presenterà al governo svizzero il candidato ritenuto più idoneo a ricoprire l'incarico. Il successore a Jordan considerato più probabile è l'attuale vicepresidente della Martin Schlegel.

Gli analisti non si aspettano alcun cambiamento nella politica monetaria della BNS, che punta all'inflazione allo 0-2% e previene ampie fluttuazioni del valore del franco.
Ma il nuovo arrivato non avrà vita facile, dovendo ridurre i grandi pagamenti che la BNS sta effettuando alle banche commerciali – 7,4 miliardi di franchi l’anno scorso – dopo che i tassi di interesse sono diventati positivi.

Dovranno anche decidere cosa fare con l’enorme bilancio della BNS, che ha causato una perdita di 133 miliardi di franchi nel 2022. Resta anche il problema su come affrontare, con il nuovo presidente, il dibattito tra governo e autorità di regolamentazione sulle nuove normative bancarie, a seguito degli interrogativi se la BNS avrebbe potuto fare di più nel periodo precedente al crollo del Credit Suisse.
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