L'asta "Augmented Intelligence" di Christie's, la prima interamente dedicata all'arte generata tramite Intelligenza Artificiale, si è rivelata un successo finanziario e mediatico. Svoltasi dal 20 febbraio al 5 marzo, la vendita ha raccolto oltre 728.000 dollari, superando la stima minima pre-vendita di 600.000 dollari. Dei 34 lotti presentati, 28 hanno trovato acquirenti, tra cui opere di Refik Anadol, Charles Csuri e Harold Cohen.
L'asta AI di Christie's sorprende tutti: incasso record oltre i 728.000 dollari
L'evento è stato preceduto da una lettera aperta pubblicata online l'8 febbraio, firmata da quasi 6.500 persone, che ne chiedeva l’annullamento, accusando Christie's di vendere opere realizzate con modelli di AI addestrati su contenuti protetti da copyright senza autorizzazione.
"Questi modelli e le aziende che li sostengono sfruttano il lavoro degli artisti umani senza permesso o compenso, creando prodotti commerciali che competono direttamente con loro", si legge nella lettera, indirizzata agli specialisti di arte digitale Nicole Sales Giles e Sebastian Sanchez. Christie's ha difeso la propria posizione, osservando che "gli artisti rappresentati in questa vendita hanno solide pratiche artistiche multidisciplinari, riconosciute in collezioni museali di prestigio. Le loro opere utilizzano l'intelligenza artificiale per ampliare i confini dell'arte".
Tra i risultati più significativi, spicca "Machine Hallucinations – ISS Dreams – A" (2021) di Refik Anadol, venduto per 277.200 dollari, ben oltre la stima pre-vendita di 150.000-200.000 dollari. L'opera fa parte della serie "Machine Hallucinations" e trasforma immagini satellitari e della Stazione Spaziale Internazionale in un dipinto di dati in movimento, grazie a un sofisticato algoritmo AI. Il secondo lotto più quotato, "Embedding Study 1 & 2" di Holly Herndon e Mat Dryhurst, commissionato per la Whitney Biennial, ha raggiunto 94.500 dollari, superando la stima iniziale di 70.000-90.000 dollari.
Un'importante sezione della vendita era dedicata ai pionieri dell'arte generativa. "Bspline Men" (1966) di Charles Csuri, un'opera sperimentale realizzata con funzioni matematiche B-spline, ha raggiunto 50.400 dollari. "Untitled (i23-3758)" di Harold Cohen, creato nel 1987 con il software AARON, ha ottenuto 11.340 dollari, in linea con le previsioni di 10.000-15.000 dollari. Tuttavia, sei lotti non hanno trovato acquirenti, tra cui "Emerging Faces" di Pindar Van Arman (stima 180.000-250.000 dollari) e "Infinite Skull #21" di Robbie Barrat e Ronan Barrot (stima 10.000-15.000 dollari).
La vendita ha evidenziato un cambiamento demografico tra i collezionisti. Christie's ha registrato che il 37% degli offerenti era alla prima partecipazione a un'asta della Casa, mentre il 48% apparteneva alla generazione Millennial o Gen Z. Questo dato si allinea con il rapporto pubblicato da Hiscox e ArtTactic, che rileva una maggiore apertura delle nuove generazioni verso l'arte ottenuta con l’AI generativa rispetto ai collezionisti tradizionali.
Nonostante il successo, la controversia sul ruolo dell'AI nell'arte non si placa. Il rapporto Hiscox distingue tra il mercato degli NFT, oggi in declino dopo il boom del 2021-2022, e quello emergente dell'arte generativa. Le aste di opere AI hanno raggiunto un picco nel 2023 e segnalano un'evoluzione nelle preferenze dei collezionisti, alla ricerca di maggiore sofisticazione e contenuto artistico.
L'asta di Christie's ha dimostrato che il mercato dell'arte AI è ormai una realtà consolidata, ma il dibattito sul copyright e sulla legittimità dell'uso dell'intelligenza artificiale nella creazione artistica continuerà a intensificarsi con la crescente diffusione dei contenuti di questo tipo.