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Ucraina, l’allarme UNICEF sui bambini: milioni senza riscaldamento e servizi essenziali

di Barbara Leone
 
Ucraina, l’allarme UNICEF sui bambini: milioni senza riscaldamento e servizi essenziali
Lo scenario invernale che da mesi destava preoccupazione in Ucraina si è concretizzato con l’arrivo di temperature estreme e nuovi attacchi alle infrastrutture civili. Secondo quanto riferisce l’UNICEF, intensi bombardamenti stanno colpendo i sistemi energetici e idrici del Paese proprio nel pieno dell’inverno, con conseguenze dirette sulla popolazione civile. Milioni di famiglie si trovano a vivere senza riscaldamento, elettricità e acqua, in condizioni aggravate dal freddo sotto lo zero. L’organizzazione sottolinea come bambini e adulti siano costretti a una quotidianità improntata alla sopravvivenza. In molte aree urbane, abitare in condomini multipiano senza riscaldamento, con temperature che scendono fino a meno 18 gradi Celsius, significa doversi proteggere contemporaneamente dagli attacchi e dal gelo. Una situazione che si riflette in modo concreto nelle storie delle famiglie colpite. Sulla riva sinistra di Kiev, al decimo piano di uno di questi edifici, Svitlana sta cercando di assistere la figlia Arina, di tre anni. La donna ha raccontato che da oltre tre giorni non hanno accesso né al riscaldamento né all’elettricità, una condizione che si è manifestata già nella prima settimana di interruzioni. In molte zone, precisa l’UNICEF, l’accesso ai servizi resta assente o sporadico. Anche l’acqua fredda arriva solo a intermittenza, costringendo le famiglie a soluzioni di emergenza, come l’uso di peluche o altri materiali per isolare le finestre e limitare l’ingresso dell’aria gelida. In queste condizioni, Svitlana non riesce a fare il bagno alla bambina né a preparare pasti caldi. Per questo motivo la avvolge in più strati di vestiti e percorre dieci piani di scale al buio per raggiungere una tenda allestita all’esterno dai Servizi di Emergenza Statale Ucraini. All’interno delle strutture temporanee è possibile riscaldarsi, consumare cibo caldo, ricaricare i dispositivi elettronici e usufruire del supporto psicologico, oppure semplicemente sostare in un ambiente riscaldato.

L’UNICEF ha contribuito all’allestimento delle tende fornendo materiale di supporto psicosociale, con giochi e giocattoli destinati ai bambini, pensati per favorire momenti di sollievo e ridurre l’ansia. L’impatto di queste condizioni, sottolinea l’organizzazione, è sia fisico sia mentale. L’oscurità prolungata e le temperature rigide intensificano paura e stress e possono causare o aggravare problemi respiratori e altre patologie. I bambini più piccoli risultano particolarmente vulnerabili. Neonati e bambini in tenera età perdono rapidamente calore corporeo e sono esposti a un rischio maggiore di ipotermia e malattie respiratorie, che in assenza di riscaldamento adeguato e cure mediche possono diventare rapidamente pericolose per la vita. Le conseguenze si estendono anche al sistema educativo. A causa del freddo estremo, scuole e asili di Kiev e di altre aree hanno sospeso le lezioni in presenza, passando interamente alla didattica a distanza. Tuttavia, le continue interruzioni di corrente compromettono anche la regolarità delle lezioni online, aggravando ulteriormente la situazione per studenti e insegnanti. Parallelamente all’emergenza umanitaria, proseguono gli interventi tecnici sulle infrastrutture danneggiate. Non appena si verificano nuovi attacchi, i tecnici dei settori energetico e idrico intervengono per effettuare riparazioni urgenti alle reti elettriche, di riscaldamento e di distribuzione dell’acqua. L’UNICEF parla di una vera e propria corsa contro il tempo per ripristinare i servizi essenziali.

L’organizzazione sta sostenendo questi sforzi attraverso una risposta invernale su larga scala, finalizzata ad assistere 1,65 milioni di persone, tra cui 470.000 bambini. Il programma, avviato mesi fa, comprende anche investimenti realizzati negli anni precedenti che stanno contribuendo a mitigare l’impatto delle interruzioni attuali. A seguito dei recenti attacchi alle infrastrutture energetiche e dei blackout totali registrati a Zaporizhzhia e Dnipro, ospedali e sistemi di approvvigionamento idrico hanno potuto continuare a funzionare grazie all’uso di generatori e impianti solari installati prima dell’inizio dell’inverno. A Kiev, dopo i danni subiti dalle stazioni di riscaldamento centrali, sono stati installati immediatamente generatori provenienti da scorte preposizionate, consentendo di evitare l’interruzione completa di servizi essenziali e salvavita. L’UNICEF sta inoltre inviando 79 generatori ad alta capacità alle aziende idriche e di riscaldamento di tutto il Paese, rafforzando la collaborazione con i comuni per ridurre le interruzioni e garantire soluzioni di riscaldamento più sostenibili. Sul piano del sostegno diretto alle famiglie, è stato fornito un aiuto economico invernale a oltre 183.000 persone, tra cui 86.000 bambini, nelle regioni in prima linea, per permettere ai genitori di far fronte alle esigenze più urgenti dei propri figli. Attraverso il sistema scolastico, sono state inoltre erogate sovvenzioni invernali a 1.500 strutture educative, destinate a interventi di ristrutturazione urgenti. L’obiettivo è consentire alle scuole di rimanere aperte e offrire un ambiente più adeguato a circa 445.000 studenti.

A quasi quattro anni dall’inizio del conflitto su vasta scala, l’UNICEF evidenzia come la vita dei bambini continui a essere dominata dalla necessità di sopravvivere, piuttosto che dall’esperienza dell’infanzia. L’emergenza invernale si inserisce in un quadro già segnato da un aumento delle vittime più giovani: nel corso del 2025 si è registrato un incremento dell’11% delle vittime tra i bambini rispetto all’anno precedente, con almeno 92 bambini uccisi e 652 feriti. Complessivamente, dall’inizio della guerra, più di 3.200 bambini sono stati uccisi o feriti. Alla luce di questi dati, l’UNICEF rinnova il proprio appello per la cessazione degli attacchi contro le aree civili e le infrastrutture essenziali, ribadendo la necessità di proteggere i servizi di cui i bambini dipendono per la loro sopravvivenza e il loro sviluppo.
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