Economia
Piazza Affari tiene la rotta in una seduta volatile, banche sotto pressione, industria e difesa sostengono Milano
di Luca Andrea

Piazza Affari chiude una giornata segnata da volatilità e scadenze tecniche con un lieve arretramento, mentre i principali listini europei si muovono in ordine sparso. A influenzare gli scambi sono stati la chiusura dei futures e delle opzioni con termine gennaio 2026 e le nuove tensioni interne al comparto bancario, ancora una volta al centro del mercato milanese.
Il FTSEMib lascia sul terreno lo 0,11% attestandosi a 45.800 punti. La settimana si chiude comunque in territorio positivo, con un incremento dello 0,18%. Segno meno anche per il FTSE Italia All Share (-0,09%), mentre risultano contrastati il FTSE Italia Mid Cap (+0,15%) e il FTSE Italia Star (-0,33%).
Sul fronte valutario l’euro ritrova quota 1,16 dollari, mentre il bitcoin scivola sotto i 95.000 dollari. L’oro si mantiene in area 4.600 dollari. Lo spread Btp-Bund resta sotto i 60 punti, con il decennale italiano oltre il 3,4%, salvo poi registrare un nuovo allargamento fino a 71 punti base nel corso della seduta.
A dominare la scena sono state le banche, complice l’eco delle trimestrali americane e le turbolenze societarie in casa MPS. Il Monte dei Paschi di Siena cede il 4,18% dopo il collocamento di un European Covered Bond Premium da 750 milioni, iniziativa che ha raccolto ordini superiori a 2,4 miliardi ma non ha impedito la correzione del titolo. In difficoltà anche Mediobanca (-3,49%). In sottofondo resta il dibattito aperto sulle strategie future, con il chiarimento della holding Delfin, che smentisce ipotesi di dismissione della quota in MPS, e il botta e risposta tra Francesco Gaetano Caltagirone e l’ad di Siena, Luigi Lovaglio, riportato dal Financial Times. Un confronto che, secondo indiscrezioni, ruoterebbe intorno all’eventuale fusione con Mediobanca e alle ricadute sulla partecipazione in Generali.
Giornata complessa anche per il lusso: Brunello Cucinelli perde il 5,38% dopo il downgrade di Bank of America, Ferragamo arretra del 4,78%, Ferrari del 2,06%. Sul versante opposto brillano i titoli industriali e della difesa. Leonardo sale dell’1,72% sospinta dall’annuncio dell’acquisizione, tramite la controllata americana, di Enterprise Electronics Corporation. Fincantieri mette a segno un progresso del 3,23%. Prysmian consolida ulteriormente il rally delle ultime sedute con un +2,35%. In cima al FTSEMib svetta Campari (+3,80%).
Bene anche il MidCap, dove Maire guida i rialzi con un +5,92%, seguita da WIIT (+4,71%), Juventus (+3,73%) e Technoprobe (+2,64%). Sul fondo Ferragamo, SOL (-2,36%), Mondadori (-2,08%) e Caltagirone SpA (-2,07%).
L’Europa mostra un passo incerto. Francoforte perde lo 0,22%, Parigi arretra dello 0,65%, Londra resta inchiodata sulla parità. Gli operatori restano concentrati sui segnali macroeconomici, in Germania l’inflazione rallenta all’1,8%, mentre in Italia sale leggermente all’1,2% tendenziale, con una media annua all’1,5% nel 2025.