Economia

Piazza Affari chiude in negativo, energetici in controtendenza, pesano costruzioni e industria

di Luca Andrea
 
Piazza Affari chiude in negativo, energetici in controtendenza, pesano costruzioni e industria
Seduta interlocutoria per i mercati azionari europei e giornata in lieve arretramento per Piazza Affari, che interrompe la serie positiva delle ultime sedute. Il listino milanese archivia infatti gli scambi del 13 gennaio con il FTSE MIB in calo dello 0,45% a 45.525 punti. Debole anche il FTSE Italia All-Share (-0,42% a 48.338 punti), mentre restano più difensivi il FTSE Italia Mid Cap (-0,16%) e il FTSE Italia Star (-0,48%). I volumi tornano a salire, con un controvalore complessivo di 3,76 miliardi di euro, in aumento rispetto alla seduta precedente.

Il clima sui listini continentali resta prudente. Francoforte chiude sostanzialmente invariata, Londra non mostra variazioni di rilievo e Parigi termina poco mossa. In questo contesto, gli operatori a Milano hanno concentrato l’attenzione su singole storie societarie e sui comparti più sensibili alle dinamiche delle materie prime e della finanza internazionale.

A sostenere il listino sono stati soprattutto i titoli energetici, favoriti dalla risalita del prezzo del petrolio e dalle attese su possibili sviluppi geopolitici in Venezuela. In evidenza Saipem, che mette a segno un balzo del 4,39% a 2,71 euro, precedendo Tenaris (+2,82%) ed ENI, in rialzo del 2,15% a 16,426 euro. Proprio ENI ha catalizzato l’interesse degli investitori dopo il collocamento di una nuova obbligazione subordinata ibrida perpetua da un miliardo di euro, che ha raccolto ordini per oltre 6 miliardi, segnale di forte appetito del mercato.

Tra le blue chip in territorio positivo si segnala anche DiaSorin (+1,93%), mentre il comparto industriale e quello dei materiali da costruzione hanno vissuto una seduta decisamente più complessa. La peggiore performance del paniere principale è stata quella di Buzzi, che cede il 7,16% a 50,6 euro. Forti vendite anche su Fincantieri (-4,50% a 19,33 euro), penalizzata dal taglio del target price da parte di Deutsche Bank, che ha ridotto la valutazione da 26 a 23 euro pur confermando il giudizio di acquisto. Sotto pressione anche Ferrari (-3,77%) e Recordati (-3,54%).

Nel segmento Mid Cap spiccano i rialzi di D’Amico (+4,93%), Ferretti (+3,24%), Pharmanutra (+3,09%) e Pirelli (+2,29%). Sul fronte opposto, le vendite colpiscono ENAV (-4,24%), Carel Industries (-3,46%), Cementir (-3,02%) e Caltagirone SpA (-2,91%).

I titoli bancari restano sotto osservazione nel giorno delle prime trimestrali dei grandi istituti statunitensi. Banco BPM cede lo 0,39% a 12,86 euro, dopo che Banca Centrale Europea ha autorizzato Crédit Agricole a superare la soglia del 20% nel capitale dell’istituto guidato da Giuseppe Castagna. Segno più invece per Monte dei Paschi di Siena, che guadagna l’1,31% a 9,306 euro.

Tra gli altri temi di mercato, lo spread Btp-Bund resta sotto i 65 punti base, con il rendimento del decennale italiano intorno al 3,45%. Sul fronte valutario l’euro scende a 1,165 dollari, mentre l’oro supera quota 4.600 dollari. In forte evidenza anche il bitcoin, che nel finale di seduta ha sfiorato i 93.500 dollari.
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