Dal 1 gennaio 2026 ha debuttato ufficialmente la nuova piattaforma di controllo automatizzato dell’Agenzia delle Entrate, un’arma tecnologica senza precedenti destinata a cambiare radicalmente il rapporto tra contribuenti e amministrazione finanziaria. Il sistema, pilastro del piano di digitalizzazione previsto dal Pnrr, punta a un obiettivo ambizioso: recuperare 5 miliardi di evasione IVA entro il 2028, agendo con una precisione chirurgica su quei 25 miliardi di gettito che ogni anno mancano all'appello.
La vera rivoluzione risiede nel superamento del vecchio modello di accertamento basato su verifiche tardive, a favore di una sorveglianza predittiva gestita da sofisticati algoritmi di intelligenza artificiale. Attraverso l'incrocio in tempo reale dei dati provenienti dalle fatture elettroniche, dai corrispettivi telematici e dalle liquidazioni trimestrali, l'Agenzia è ora in grado di monitorare ogni singola transazione, confrontandola istantaneamente con l’Anagrafe tributaria, il sistema della Tessera sanitaria e i database doganali.
Questo "Grande Fratello" del fisco assegna a ogni partita IVA un profilo di affidabilità basato su specifici indicatori di rischio: incongruenze tra imponibili dichiarati e fatture emesse, picchi anomali del volume d’affari in archi temporali ristretti, compensazioni di crediti non coerenti e l’utilizzo sospetto di fatture emesse da società "fantasma" o di recente costituzione. Tuttavia, la strategia del Ministero dell'Economia non punta esclusivamente sulla repressione, ma introduce la cosiddetta "compliance collaborativa".
Ogni contribuente ha ora a disposizione un "cruscotto di rischio IVA" nel proprio Cassetto Fiscale digitale, uno specchio che permette di monitorare in autonomia la propria posizione e prevenire contestazioni. In caso di anomalie rilevate dall’algoritmo, il sistema invia un preavviso telematico: chi decide di regolarizzare la propria posizione entro 30 giorni può beneficiare di sanzioni ridotte e dell'immunità da ulteriori accertamenti per lo stesso periodo d'imposta. Il monitoraggio non sarà a pioggia ma mirato su settori ad alta criticità come l’edilizia, l’e-commerce, il commercio all’ingrosso e la ristorazione, mentre per le microimprese e i forfettari è prevista una fase di accompagnamento "soft" per agevolare il passaggio al nuovo regime. La portata della riforma travalica i confini nazionali, allineandosi alla direttiva UE “Vat in the Digital Age” (ViDA), che consente al Fisco italiano di interfacciarsi direttamente con le banche dati europee per stroncare le frodi transfrontaliere. La trasparenza digitale non è più un'opzione, ma il binario obbligato su cui viaggerà l'economia del prossimo decennio.