Economia

Fisco, scattano i controlli. Caccia al rischio e non più alla fortuna

di Redazione
 
Fisco, scattano i controlli. Caccia al rischio e non più alla fortuna

Il 2026 si apre con una metamorfosi definitiva per l'amministrazione finanziaria italiana. Addio ai controlli statistici "a pioggia", dispendiosi e spesso inefficienti: l'Agenzia delle Entrate inaugura l'era della chirurgia fiscale. Grazie alla potenza computazionale di Sogei e a un'architettura di dati senza precedenti, il Fisco non bussa più alla cieca, ma segue le tracce digitali lasciate da oltre 200 banche dati interconnesse. La vera rivoluzione risiede nell'interoperabilità. Il braccio tecnologico del Tesoro ha finalizzato l'integrazione di flussi informativi che spaziano dai conti correnti alle spese sostenute, dai costi di locazione ai proventi finanziari.

Non si tratta di una semplice raccolta dati, ma di un sistema di analisi predittiva. L'algoritmo incrocia 1.100 codici attività con variabili strutturali e geografiche. Il sistema oggi è in grado di distinguere, e sanzionare, la discrepanza tra un locale in Piazza Duomo e uno in periferia, parametrando i ricavi attesi in base al traffico pedonale e ai costi medi di zona. Al centro di questa strategia si staglia lo score ISA (Indici Sintetici di Affidabilità). Il punteggio, da 1 a 10, non è più un mero adempimento statistico, ma il vero spartiacque tra "amici" e "nemici" del Fisco.

Il Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) per il 2026.

La strategia non è solo tecnologica, ma mira a obiettivi numerici precisi: 320.000 controlli sostanziali condotti dall'Agenzia delle Entrate. 75.000 verifiche programmate dalla Guardia di Finanza. Totale: 395.000 interventi mirati.

L'elemento di maggiore novità è lo spostamento dell'asse ispettivo. Se negli anni passati l'attenzione era polarizzata tra le piccolissime partite IVA e i grandi gruppi multinazionali, il 2026 segna l'assedio alle medie imprese. Per questo segmento è previsto un incremento dei controlli del 20% quest'anno, con l'obiettivo ambizioso di arrivare a un +50% entro il 2028.

Nonostante la pervasività dell'algoritmo, l'Agenzia delle Entrate tiene a precisare che la "regia" resta umana. La programmazione degli interventi risponde a criteri di equità e trasparenza definiti nel PIAO. Tuttavia, per il professionista e l'imprenditore, il messaggio è che la conformità fiscale non è più un'opzione, ma l'unico scudo contro una macchina digitale capace di vedere oltre i bilanci cartacei.

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