Economia
Brunello Cucinelli supera le attese nel 2025, record di ricavi e investimenti strategici sul Made in Italy
di Redazione

Il 2025 si chiude come un anno da incorniciare per Brunello Cucinelli, che archivia l’esercizio con risultati superiori alle attese e consolida il proprio modello di sviluppo fondato su esclusività e sostenibilità. Il Consiglio di Amministrazione ha esaminato i dati preliminari della gestione, certificando un fatturato pari a 1,407 miliardi di euro, in crescita dell’11,5% a cambi costanti e del 10,1% a cambi correnti, nuovo massimo storico per la Casa di Moda umbra.
La performance si è mantenuta solida lungo tutto l’arco dell’anno, con un quarto trimestre particolarmente robusto che ha visto ricavi per 388,6 milioni di euro, in aumento dell’11,9% a cambi costanti. Un risultato tutt’altro che scontato, considerata una base di confronto già molto impegnativa, che conferma la forza strutturale del brand nel segmento del lusso assoluto.
Determinante il contributo del canale Retail, che nel 2025 ha registrato una crescita del 12,9% su base annua, con un’accelerazione nel quarto trimestre (+14,5%). Il Wholesale, pur su ritmi più moderati, ha comunque mostrato un andamento positivo (+8,5%), a testimonianza di un equilibrio distributivo che continua a rappresentare uno dei punti di forza del gruppo.
Dal punto di vista geografico, la crescita è stata diffusa e ben bilanciata. Le Americhe si confermano il primo mercato con ricavi per oltre 520 milioni di euro e un incremento dell’11,9%, sostenuto da una domanda solida nella fascia più alta del lusso. L’Europa cresce dell’8,1%, con un’Italia particolarmente brillante (+12,5%), mentre l’Asia segna l’aumento più marcato (+15,3%), trainata da una Cina in forte equilibrio tra qualità e desiderio di eccellenza.
Accanto ai numeri economici, il 2025 è stato anche un anno strategico sul fronte degli investimenti. Il gruppo ha infatti deciso di anticipare di sei mesi il completamento del piano triennale dedicato alla produzione artigianale Made in Italy, investendo circa 145 milioni di euro, pari a oltre il 10% del fatturato. Il raddoppio della fabbrica di Solomeo e la realizzazione delle nuove sartorie di Gubbio e Penne garantiscono oggi una capacità produttiva adeguata per i prossimi dieci-quindici anni, rafforzando ulteriormente il controllo diretto sulla qualità.
Questo sforzo straordinario si riflette in un indebitamento netto caratteristico di circa 200 milioni di euro, influenzato anche dalla distribuzione di dividendi per 69 milioni, con un pay-out del 50%. Una dinamica che il management considera temporanea, prevedendo un progressivo miglioramento della posizione finanziaria con il ritorno a livelli di investimento ordinari.
Sul piano dell’immagine e del posizionamento, il 2025 ha segnato tappe simboliche di grande rilievo, dal riconoscimento dell’“Outstanding Achievement Award” conferito dal British Fashion Council fino al takeover delle vetrine di Harrods a Londra e alla presentazione del documentario “Brunello, il visionario garbato” a Cinecittà, autentico manifesto del cosiddetto “lusso gentile”.
Guardando avanti, l’avvio molto positivo delle vendite Primavera/Estate 2026 e gli ottimi riscontri sulle pre-collezioni Autunno/Inverno rafforzano la fiducia del gruppo in una crescita sana e sostenibile intorno al 10% anche per il 2026. Un percorso che si inserisce nel piano quinquennale 2024-2028, che si prefigge di raggiungere circa 1,8 miliardi di euro di fatturato, senza mai sacrificare i valori fondanti di esclusività, artigianalità, Made in Italy e umana sostenibilità.
Brunello Cucinelli, Presidente Esecutivo e Direttore Creativo della Casa di Moda ha dichiarato: "Si è chiuso un anno che abbiamo definito da record, sia in termini di fatturato che di immagine, e considerata la qualità delle vendite, ci aspettiamo un sano, sostenibile ed equilibrato profitto per il 2025. Sotto il profilo dell’immagine, dello stile e del lifestyle riconosciamo nella nostra Casa di Moda italiana un’identità armoniosa, costruita nel tempo con senso della misura, coerente ed equilibrata. Dopo due anni abbiamo concluso con un anticipo di circa sei mesi i grandi investimenti nel raddoppio della fabbrica in Solomeo e nella realizzazione delle fabbriche di produzione artigianale made in Italy, che ci possono garantire produzione e qualità per i prossimi dieci, quindici anni. Abbiamo ritenuto opportuno anticipare le tempistiche per essere ancora più efficienti e rapidi, rispettando quei canoni di sostenibilità in cui da sempre crediamo. Alla luce dell’ottimo andamento delle vendite invernali, della positiva partenza della collezione Primavera/Estate 2026 e degli eccellenti riscontri sulle pre-collezioni Autunno/Inverno 2026 siamo fiduciosi per i mesi a venire. Inoltre, tenuto conto del rafforzamento dell’immagine di lusso assoluto che definiamo “lusso gentile”, espressione di esclusività, di qualità, di artigianalità e Made in Italy, valori che si respirano nelle nostre boutique e nei bellissimi multibrand nel mondo i quali si riflettono nel rapporto con i clienti finali — guardiamo a questo anno con grande positività e ci attendiamo pertanto una sana crescita dei ricavi intorno al 10%".