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Critics Choice Awards, i film che guideranno la stagione dei premi 2026

di Redazione
 
Critics Choice Awards, i film che guideranno la stagione dei premi 2026

La stagione dei premi cinematografici 2026 ha ufficialmente aperto i battenti al Barker Hangar di Santa Monica con la 31 edizione dei Critics Choice Awards, segnando un debutto trionfale per il thriller di Paul Thomas Anderson targato Warner Bros "Una battaglia dopo l'altra". La pellicola non si è limitata a vincere il premio come miglior film, ma ha rastrellato anche i riconoscimenti per la miglior regia e la miglior sceneggiatura non originale, blindando la posizione di Anderson come frontrunner assoluto verso la notte degli Oscar. Durante la cerimonia, trasmessa in diretta su E!, il regista ha condiviso il palco con un cast stellare composto da Leonardo DiCaprio, Benicio Del Toro, Chase Infiniti e Teyana Taylor, definendo la produzione come l'esperienza più bella mai vissuta su un set e dedicando un commosso tributo al suo storico aiuto regista Adam Somner, scomparso alla fine del 2024. 

Se il cinema d'autore ha trovato il suo campione, la categoria per il miglior attore protagonista ha regalato la sorpresa più discussa della serata: Timothée Chalamet, visibilmente emozionato nel suo completo gessato, ha superato la concorrenza agguerrita di DiCaprio e Michael B. Jordan grazie alla sua prova nei panni di un giocatore di ping-pong nel film "Marty Supreme". 

Il giovane attore, dopo un discorso interrotto dall'emozione, ha voluto dedicare il trofeo alla compagna Kylie Jenner, sottolineando il ruolo fondamentale della famiglia nel suo percorso professionale. Sul fronte femminile, la Critics Choice Association ha invece premiato l’irlandese Jessie Buckley per "Hamnet", la quale ha celebrato il legame artistico con la regista Chloé Zhao e il partner di scena Paul Mescal con un discorso che ha mescolato profondità e ironia. 

Mentre la serata celebrava i grandi nomi, non sono mancate conferme per il cinema di genere e i comparti tecnici: Guillermo del Toro ha visto il suo "Frankenstein" ottenere quattro premi tra cui quello a Jacob Elordi come miglior attore non protagonista, mentre il caso cinematografico "Sinners" di Ryan Coogler ha confermato il suo appeal vincendo quattro riconoscimenti, inclusa la nuova categoria per la miglior casting director assegnata a Francine Maisler. 

Se l'animazione ha visto il successo di "KPop Demon Hunters" e il cinema internazionale ha celebrato il brasiliano "L’agente segreto", il settore televisivo ha invece ribadito il dominio di "The Pitt" e "The Studio", con Jean Smart ancora una volta imbattibile per "Hacks". Questa parata di stelle al Barker Hangar, che ha lasciato a mani vuote titoli attesi come "Wicked" e "Bugonia", funge ora da perfetto trampolino di lancio per i Golden Globes di domenica 11 gennaio, in quello che promette di essere un percorso verso il 15 marzo ricco di colpi di scena e conferme d'autore.

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