Economia

Carburanti, sorpasso storico: il gasolio costa più della benzina

di Redazione
 
Carburanti, sorpasso storico: il gasolio costa più della benzina

L’anno fiscale 2026 si apre con uno shock strutturale nel mercato dei carburanti italiano. Per la prima volta dal febbraio 2023, la mattina del 5 gennaio ha sancito il sorpasso del prezzo del gasolio sulla benzina. Una dinamica non dettata da tensioni geopolitiche o oscillazioni del Brent, ma da una precisa scelta di politica fiscale: il riordino delle accise e la definitiva cancellazione dei cosiddetti Sussidi Ambientalmente Dannosi (Sad). Secondo le rilevazioni di Staffetta Quotidiana su circa 20.000 impianti, il prezzo medio nazionale del diesel in modalità self service è salito a 1,666 euro/litro, contro gli 1,650 euro della benzina. Un'inversione di tendenza che chiude l'era del gasolio "agevolato" e ridisegna i costi della logistica e della mobilità privata in Italia.

L’allineamento delle aliquote è il punto di approdo di un percorso normativo iniziato a fine 2023 con la revisione del Pnrr e proseguito con il Piano strutturale di bilancio. 

Il Governo Meloni ha rimosso il vantaggio fiscale di cui godeva il gasolio, considerato più inquinante in termini di emissioni locali rispetto alla benzina.Le conseguenze sul posizionamento internazionale dell'Italia sono immediate: diesel, l’Italia conquista il primato della pressione fiscale più alta d'Europa. Benzina, grazie al taglio speculare dell'accisa, il Paese scende dal terzo all’ottavo posto nella classifica dei prezzi europei, posizionandosi sotto la Francia ma restando sopra la Germania.

L'operazione non è a saldo zero per le casse dello Stato. Sebbene la riduzione dell'accisa sulla benzina offra un parziale sollievo ai consumatori, il maggior prelievo sul gasolio (combustibile principe del trasporto merci) genererà un surplus significativo. 

Si stimano maggiori entrate per 600 milioni di euro nel solo 2026, con una proiezione di circa 3 miliardi di euro nell'arco del prossimo quadriennio.

Oltre alla variabile fiscale, sul prezzo alla pompa ha pesato dal 1° gennaio l’aumento della quota d'obbligo dei biocarburanti. Il costo di miscelazione è lievitato tra 1,5 e 2 centesimi al litro. Tuttavia, questo rincaro tecnico è stato "assorbito" da un contemporaneo calo delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati tra fine 2025 e inizio 2026. Di fatto, senza il calo del costo della materia prima, il rincaro del gasolio sarebbe stato ancora più marcato. Il "servito" autostradale ha ormai sfondato stabilmente la soglia psicologica dei 2 euro per entrambi i carburanti (2,010 per la verde, 2,033 per il diesel).

Il mercato dovrà ora metabolizzare questo assetto. Se per gli automobilisti privati la scelta del motore diesel diventa sempre meno conveniente dal punto di vista del puro costo alla pompa, la preoccupazione degli analisti si sposta ora sull'inflazione da trasporto. Con un parco circolante industriale ancora fortemente dipendente dal gasolio, l'allineamento delle accise rischia di tradursi in un aumento dei costi di distribuzione delle merci, con possibili effetti di secondo round sui prezzi al consumo.

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