Fare sorridere è già tanto, fare ridere è già un grande risultato, come possono testimoniare i comici. E per perseguirlo, spesso, si cade, paradossalmente, nel ridicolo pensando che dileggiare gli avversario sia il massimo dell'umorismo e che, quindi, per questo si sarà apprezzati.
Il sindaco di Trieste offende Elly Schlein e pensa di fare ridere. E in effetti ci riesce
Non sappiamo se questo è stato il tortuoso percorso mentale affrontato da Roberto Dipiazza, sindaco di Trieste ed esponente di Forza Italia, quando, col massimo sprezzo del pericolo, ha postato un fotomontaggio che raffigura la segretario del Pd nella veste di befana, con tanto di ''auguri'' al suo indirizzo.
L'esperienza insegna che il senso della misura, il limite che separa il buon gusto dall'offesa, è sempre incerto, variando a seconda della sensibilità dei singoli. Ma per noi resta difficile capire cosa ci possa essere di tanto umoristico nel paragonare una donna, qualsiasi donna, ad un personaggio che, nell'immaginario delle nostre tradizioni, è vecchia, gravata dal peso degli anni, oggettivamente ''brutta'' dal punto di vista estetico o, se più garba, ''diversamente bella''.
Ma, dicono le cronache, Dipiazza ama le provocazioni e non si trattiene nella sua personalissima interpretazione del rapporto tra i sessi, come ha fatto quando ha detto che lui ''non si è mai fatto comandare da una donna'', rivolgendosi non ad una persona qualsiasi, ma ad una consigliera comunale, in aula, nel corso di una seduta.
Qui, se fossimo capaci di fare una analisi psicologica di un soggetto autore di queste asserzioni (parliamo in generale, ovviamente) dovremmo addentrarci in un pregresso fatto di angherie alle quali si è risposto con una tale considerazione di sé stesso, come baluardo del machismo, da non fermarsi nemmeno davanti ad affermazioni sconclusionate, se non offensive.
Non tanto per lui, quanto per il ruolo che detiene ed al quale, parlando di Dipiazza, i triestini lo hanno assegnat, rieleggendolo.
Resta comunque il cattivo gusto, il volerla buttare sul ridere, non considerando che in queste modo si cade nell'offesa. Che forse, a ben pensarci, era il solo obiettivo che il sindaco di Trieste aveva.
Non ritenendo aggiungere altro a cose che non meritano commento, forse a Dipiazza bisognerebbe chiedere di rileggere, con mente serena e non di chi tratta le donne come fossero arredamenti di arredo, quel che ha detto Silvia Salis, come lui alla guida di una città, Genova: ''La Schlein, francamente, non credo abbia bisogno di solidarietà, così come non credo ci siano i presupposti per liquidare l'uscita di Dipiazza unicamente 'sessista' o accusarlo di 'body shaming' o 'derisione del corpo' che dir si voglia. Sono attacchi che non sono degni di chi rappresenta l'amministrazione pubblica, di una classe che non è adeguata al ruolo che ricopre. Non puoi pensare di essere sindaco di una grande città e fare post di questo tipo".