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Petrolio: l'attesa per il taglio dei tassi della Fed fa crescere i prezzi

L'attesa che, entro settembre, la Federal Reserve possa tagliare i tassi di interesse è tra i fattori che, secondo gli analisti, ha comportato oggi un aumento del prezzo del petrolio. A incidere sui prezzi ci sono anche lo stato delle scorte statunitensi e la prospettive che l'organizzazione degli esportatori, nel formato Opec +, possa aumentare l'offerta.

Petrolio: l'attesa per il taglio dei tassi della Fed fa crescere i prezzi

I future del greggio Brent sono saliti di 31 centesimi, o dello 0,40%, a 78,72 dollari al barile: quelli del greggio statunitense West Texas Intermediate sono saliti di 41 centesimi, o dello 0,55%, a 74,48 dollari.
L'interesse e l'attesa sulle prossime decisioni della Fed sono legate al fatto che tassi di interesse più bassi riducono il costo del prestito.

Circostanza che è può dare impulso ulteriore all'attività economica e, quindi, aumentare la domanda di petrolio. L'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio e dei suoi alleati ha concordato domenica di estendere la maggior parte dei tagli alla produzione di petrolio fino al 2025, ma ha lasciato spazio per quelli volontari da parte di otto membri da allentare gradualmente, a partire da ottobre.
Anche l'Arabia Saudita ha tagliato i prezzi di vendita ufficiali per il greggio di luglio, in un contesto di calo dei benchmark del greggio del Medio Oriente e di margini di profitto più deboli per le raffinerie asiatiche.
Nel frattempo, le scorte di greggio statunitense sono aumentate di 1,2 milioni di barili nella settimana terminata il 31 maggio, rispetto alle stime degli analisti di un calo di 2,3 milioni di barili, come hanno mostrato i dati della US Energy Information Administration.
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