La maggior parte degli americani, secondo un sondaggio della CNN, ritiene che la sparatoria che ha provocato la morte di Renee Good, a Minneapolis, sia stata conseguenza di un uso inappropriato della forza.
Stando al sondaggio, il 56% degli americani propendono per questo giudizio.
Minneapolis: per il 56% degli americani, la morte di Renee Good conseguenza di uso eccessivo della forza
Intanto, la famiglia della vittima si è rivolta, per avere tutela legale, agli avvocati dello studio Romanucci & Blandin di Chicago, che ha rappresentato la famiglia di George Floyd, ucciso nel 2020 durante un fermo della polizia di Minneapolis.
"Ciò che è accaduto a Renee è sbagliato, contrario alle prassi e alle procedure di polizia consolidate, e non dovrebbe mai accadere nell'America di oggi", ha affermato lo studio in una nota.
Lo studio ha aggiunto che la famiglia di Good desidera "onorare la sua vita con il progresso verso un'America più gentile e civile. Non vogliono che venga usata come pedina politica, ma piuttosto come agente di pace per tutti".
Ieri, intanto il giudice Catherine Menendez ha tenuto una udienza su Zoom per discutere della causa contro il governo federale, mirata a mettere un freno alle attività degli agenti dell'Ice, presenti ormai a centinaia nel Minnesota.
Il giudice Menendez ha rifiutato di emettere un'ordinanza restrittiva temporanea contro le attività dell'ICE in Minnesota e sta cercando ulteriori prove prima di emettere una sentenza. I querelanti hanno chiesto al giudice un'ordinanza restrittiva temporanea, sostenendo che le incursioni e l'aumento delle azioni da parte dell'ICE violano i diritti dei cittadini.
Hanno sostenuto che un'ordinanza restrittiva temporanea avrebbe concesso agli avvocati il tempo sufficiente per preparare le proprie argomentazioni. Gli avvocati federali hanno sostenuto che, poiché lo Stato non aveva provato nulla, non era necessario un ordine di sospensione temporanea del raid.