Il mercato del lavoro italiano mostra segnali contrastanti nell’ultima parte del 2025. A novembre, secondo i dati provvisori diffusi dall’Istat, il numero degli occupati scende su base mensile dello 0,1%, pari a 34 mila unità in meno, attestandosi a 24 milioni e 188 mila persone. Alla flessione dell’occupazione si affianca un calo dei disoccupati (-30 mila, -2,0%) e una crescita degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+72 mila, +0,6%), delineando un quadro di temporaneo rallentamento della partecipazione al mercato del lavoro.
Lavoro, a novembre 2025 cala l’occupazione ma il bilancio annuo resta positivo
Nel dettaglio, la diminuzione mensile degli occupati riguarda soprattutto le donne, i lavoratori a termine e gli autonomi, oltre ai giovani tra i 15 e i 24 anni e alla fascia centrale dei 35-49enni. Tengono invece i dipendenti permanenti, che restano sostanzialmente stabili, così come gli uomini e gli occupati con almeno 50 anni di età. Il tasso di occupazione scende lievemente al 62,6% (-0,1 punti), mentre il tasso di disoccupazione cala al 5,7% e quello giovanile al 18,8%, in diminuzione di 0,8 punti rispetto a ottobre.
Il dato mensile, però, non cancella i segnali di fondo positivi che emergono dal confronto annuale. Rispetto a novembre 2024, gli occupati aumentano di 179 mila unità (+0,7%), con un miglioramento che coinvolge sia uomini sia donne. La crescita è trainata dai dipendenti permanenti, in aumento di 258 mila unità (+1,6%), e dagli autonomi (+126 mila, +2,5%), mentre prosegue il calo dei contratti a termine, diminuiti di 204 mila unità (-7,6%). Un’evoluzione che segnala un rafforzamento della componente più stabile dell’occupazione, a fronte di una riduzione delle forme di lavoro più precarie.
Anche guardando ai tassi, il quadro tendenziale resta favorevole. In un anno, il tasso di occupazione sale di 0,3 punti percentuali, mentre quello di disoccupazione diminuisce di 0,4 punti. Gli inattivi tra i 15 e i 64 anni risultano in lieve calo su base annua (-35 mila, -0,3%), nonostante l’aumento registrato nell’ultimo mese, segno che la dinamica di novembre potrebbe riflettere fattori congiunturali più che un’inversione strutturale.
L’analisi per classi di età mette in evidenza dinamiche differenziate. I giovani tra i 15 e i 24 anni continuano a mostrare difficoltà, con un calo degli occupati sia su base mensile sia annua e un tasso di inattività molto elevato, pari al 78,8%. Di segno opposto l’andamento dei 25-34enni, unica fascia in cui l’occupazione cresce anche nel confronto mensile, accompagnata da una riduzione degli inattivi. Particolarmente robusta è la performance degli over 50, che registrano un aumento degli occupati di 454 mila unità in un anno (+4,6%), confermando il ruolo crescente delle fasce più anziane nel mercato del lavoro italiano.
Un mercato del lavoro, dunque, che, dopo una lunga fase di recupero, mostra qualche segnale di affaticamento nel breve periodo, ma mantiene un bilancio annuo positivo. La riduzione dei disoccupati e il rafforzamento dell’occupazione stabile restano elementi di solidità, mentre l’aumento degli inattivi e la debolezza dei più giovani rappresentano le principali aree di attenzione per le politiche del lavoro nei prossimi mesi.