Mini rimbalzo del titolo Industrie De Nora che a Piazza Affari guadagna il 3,01% a 6,84 euro dopo il tonfo di mercoledì scorso del 23% seguito alla diffusione dei conti 2024. Il titolo paga le stime deludenti diffuse dal gruppo oltre a una certa dose di speculazione legata all'incertezza normative sulle nuove tecnologie legate all'idrogeno. L'azienda infatti è impegnata nello sviluppo di soluzioni non convenzionali per la realizzazione della transizione energetica verso la decarbonizzazione attraverso l'abilitazione alle tecnologie legate all'idrogeno.
Mini rimbalzo di Industrie De Nora a Piazza Affari, titolo sconta speculazioni su stime deludenti
E proprio il mercato dell’idrogeno verde, scrive la società nel comunicato sui conti, presenta uno scenario di breve periodo che rimane incerto, a causa di diversi fattori, tra cui i ritardi nella definizione delle normative nazionali e internazionali a supporto del mercato, con conseguenti rallentamenti nelle decisioni finali di investimento.
Lo sviluppo del settore, aggiunge Industrie De Nora, richiede una maggiore chiarezza e certezza dei quadri normativi, e delle relative forme di sussidio, in modo particolare in quelle geografie dove il costo complessivo di produzione dell’idrogeno verde non è ancora competitivo nei confronti dell’idrogeno prodotto da carburanti fossili, principalmente a causa dell’elevato costo dell’energia.
In particolare, a colpire gli investitori, oltre alla riduzione del dividendo passato da 0,123 euro a 0,104 euro per azione, sono state le stime legate proprio al settore dell'idrogeno, ovvero l'Energy Transition, dove la riduzione dei volumi relativi al segmento potrebbe comportare un temporaneo calo dei margini a livello consolidato, con un Ebitda Adjusted margin, nel 2026 e 2027, compreso fra il 15% e il 17%.
Del resto che il titolo sconti una certa dose di movimenti speculativi lo si vede anche dalle generazione di cassa prodotta lo scorso anno, per 118 milioni di euro a fronte di un aumento dei ricavi dello 0,7% a 856,4 milioni e di una Posizione finanziaria netta, stabile a 67,1 milioni di euro.
Dal Market Monitoring Report 2024 sul Mercato dell’Idrogeno pubblicato dall’Agenzia per la Cooperazione dei Regolatori dell’Energia emerge infatti che quello europeo sta lentamente prendendo forma, ma è ancora lontano dagli obiettivi fissati dall’Unione Europea. Ad oggi, il consumo di idrogeno è pari a 7,2 milioni di tonnellate, con il 99,7% che proviene da fonti fossili.
Solo 22mila tonnellate sono prodotte tramite elettrolisi, mentre entro il 2030, Bruxelles mira a raggiungere una produzione di 10 milioni di tonnellate e un consumo di 20 milioni di tonneellate di cui metà importati.
Nonostante l’aumento di progetti per elettrolizzatori e infrastrutture, l’attuale capacità installata (216 MW) è quindi ben al di sotto dell'obiettivo intermedio di 6 GW entro il 2024 e dei 40 GW previsti per il 2030.