Economia

Confcommercio: la manovra 2026 punta su famiglie, lavoro e imprese

Redazione
 
Confcommercio: la manovra 2026 punta su famiglie, lavoro e imprese
Milano torna al centro del dibattito fiscale con la decima edizione del convegno dedicato alle novità introdotte dalla legge di bilancio, un appuntamento ormai simbolico per il mondo del terziario. A inaugurare i lavori è stato Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio nazionale e di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza (in foto), che ha definito la manovra “complessa e articolata”, sottolineandone però l’importanza per imprese e lavoratori.

Confcommercio: la manovra 2026 punta su famiglie, lavoro e imprese

Barbieri ha ricordato la richiesta avanzata dalla Confederazione di includere nella manovra la detassazione al 5% dei rinnovi contrattuali del 2024, una misura che considera un riconoscimento del valore della contrattazione collettiva. Tra i passaggi evidenziati, anche la riduzione dell’Irpef per i redditi fino a 50 mila euro e il mantenimento delle Zone Economiche Speciali, accompagnate da interventi fiscali destinati a sostenere le imprese dei territori coinvolti. Spazio anche alla cultura, con l’istituzione di un fondo dedicato e con nuove misure per ridurre i costi dei libri scolastici.

“L’idea che questa manovra favorisca soltanto gli industriali è totalmente infondata”
, ha puntualizzato Barbieri, rimarcando la pluralità delle misure a favore del commercio, della ristorazione e del turismo.

A rafforzare il giudizio positivo è stato Vincenzo De Luca, responsabile del Settore Fiscalità d’Impresa di Confcommercio, che ha richiamato il ruolo del presidente Carlo Sangalli nella fase di interlocuzione con il Governo. De Luca ha definito la legge di bilancio “seria, equilibrata e responsabile”, in grado di dare continuità al percorso di risanamento dei conti pubblici e di sostenere redditi bassi, lavoratori dipendenti, ceto medio e imprese.

Tra i punti ritenuti più significativi c’è la riduzione della seconda aliquota Irpef dal 35% al 33% per i contribuenti con redditi tra 28 mila e 50 mila euro, una misura da 3 miliardi, che coinvolge 13,6 milioni di persone e che può garantire un beneficio medio di 218 euro annui, con un massimo di 440 euro. Per Confcommercio il taglio avrebbe potuto essere esteso fino a 60 mila euro, ma il risultato resta considerato importante.

De Luca ha poi richiamato la detassazione dei rinnovi contrattuali ottenuta in extremis per i settori del commercio, della ristorazione e del turismo, pur evidenziando una criticità, l’assenza di un riferimento esplicito ai contratti collettivi comparativamente più rappresentativi, che potrebbe favorire anche i cosiddetti “contratti pirata”. Un nodo da sciogliere per evitare forme di dumping contrattuale già segnalate dalle istituzioni.

In chiusura, la Confederazione ha ribadito l’auspicio di arrivare all’abolizione definitiva dell’Irap, un tema storico per le categorie del terziario.

Durante il convegno è intervenuto anche il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, che ha illustrato le linee fiscali della manovra: riduzione del carico fiscale su famiglie e lavoratori, semplificazione dell’Irpef, sostegno al Terzo settore e interventi di “pace fiscale”. Misure costruite, ha spiegato, per dare stabilità ai conti pubblici, sostenere la crescita interna e inviare all’Europa un segnale di affidabilità.
“Se continueremo su questa strada, ha concluso Leo, sarà possibile ridurre ulteriormente la pressione fiscale, intervenendo anche sui redditi oltre i 50 mila euro”.
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