La Cina ha confermato, per il terzo anno consecutivo, un aumento delle spese per la difesa del 7,2%, raggiungendo i 245,6 miliardi di dollari. Così ha fatto cadere nel vuoto la la proposta degli Stati Uniti di dimezzare il bilancio militare delle principali potenze.
La Cina aumenta le spese militari del 7,2% per il terzo anno consecutivo
Durante la sessione di apertura dell'Assemblea nazionale del popolo, il premier Li Qiang ha dichiarato che il Paese continuerà a impegnarsi per "migliorare la prontezza al combattimento e salvaguardare la sovranità nazionale", dopo aver dichiarato in precedenza che la spesa militare è "assolutamente necessaria".
La decisione - peraltro scontata da parte degli analisti - arriva in un momento in cui le crescenti tensioni nel Mar Cinese Meridionale, ricco di risorse e fondamentale per il commercio globale, sono in corso esercitazioni militari da parte delle Forze armate di Pechino, con un'implicita minaccia nei confronti di Taiwan, di cui la Cina rivendica il controllo.
"Ci opporremo alle attività separatiste e alle interferenze esterne... Sosterremo fermamente la causa della riunificazione", ha affermato Li. Le sue parole, in linea con la posizione assunta dal governo cinese negli ultimi anni, sono state accolte con applausi dei circa 3.000 componenti l'Assembela.
Il presidente cinese Xi Jinping ha sottolineato negli ultimi anni che non esclude di prendere l'isola con la forza se lo riterrà necessario e che l'esercito cinese deve modernizzarsi per ridurre il divario con gli Stati Uniti e prepararsi a potenziali scontri.