La Cina imporrà tariffe aggiuntive fino al 15% su alcuni prodotti statunitensi a partire dal 10 marzo e limiterà le esportazioni a 15 aziende statunitensi. Le misure annunciate dal Ministero delle Finanze e del Ministero del Commercio cinesi sono una risposta ritorsiva all'entrata in vigore dell'innalzamento dei dazi statunitensi sui prodotti cinesi.
È cominciata la guerra dei dazi: la Cina risponde a Trump, alzando le sue tariffe
Le tariffe cinesi aggiuntive, secondo quanto si legge sul sito del Ministero, riguardano essenzialmente i prodotti agricoli provenienti dagli Stati Uniti, tra i quali mais e soia, che saranno soggetti a nuovi dazi rispettivamente del 15% e del 10%.
Il Ministero del Commercio ha anche stilato un elenco delle aziende americane interessate, del quale fanno parte anche due giganti del settore, quali Leidos e General Dynamics Land Systems. La Cina, ha detto un portavoce dell'Assemblea nazionale del popolo, il massimo organismo elettivo del Paese che domani inizierà i lavori della sua riunione annuale, non accetterà pressioni o minacce.
In una dichiarazione pubblicata questa mattina, il Ministero cinese del Commercio ha affermato che il Paese ''respinge fermamente" ulteriori dazi statunitensi e quindi adotterà contromisure. Dopo la prima tornata di nuovi dazi statunitensi a febbraio, le misure di ritorsione della Cina hanno incluso l’aumento dei dazi su alcune importazioni di energia dagli Stati Uniti e l’inserimento di due società statunitensi in una lista di entità inaffidabili che potrebbe limitare la loro capacità di fare affari nel paese asiatico.
Secondo alcuni analisti, l’aliquota tariffaria media effettiva degli Stati Uniti sui prodotti cinesi è quindi destinata a raggiungere il 33%, in aumento rispetto al 13% circa registrato prima dell’inizio del mandato del presidente degli Stati Uniti Donald Trump a gennaio.