Le rilevazioni sull'andamento dell'inflazione negli Stati Uniti (dove a febbraio è stato registrato un aumento del costo della vita dello 0,2%, portando il tasso annuale a 2,8%) hanno generato incertezza sui mercati dell'area Asia-Pacifico. Anche se l'incremento del fenomeno inflattivo è stato molto contenuto, ora bisogna capire come esso sarà letto dalla Federal Reserve, da sempre molto attenta, per le sue mosse, all'andamento dei prezzi.
Borse: i dati sull'inflazione Usa creano incertezza sui mercati asiatici
Il principale indice giapponese, il Nikkei 225, è rimasto invariato, mentre il Topix più ampio è salito dello 0,18%. L’indice Kospi della Corea del Sud è sceso dello 0,48%. In calo anche il Kosdaq delle società a piccola capitalizzazione, che ha perso 0,69%, sebbene fosse andato in terreno positivo all'inizio delle contrattazioni.
Male anche gli indici cinesi: l'Hang Seng di Hong Kong è sceso dell′1,20%, mentre l’indice CSI 300 della Cina continentale ha perso lo 0,54%. Ha chiuso in ribasso anche l'S&P/ASX 200 australiano, che (come accade ormai da tre giorni) ha perso, chiudendo a -0,48% a 7.749,10.
In India l’indice di riferimento indiano Nifty 50 è cresciuto dello 0,15% nelle contrattazioni iniziali, mentre il BSE Sensex è salito dello 0,16%. Sul versante degli Stati Uniti, durante la notte il tecnologico Nasdaq Composite ha recuperato terreno, aggiungendo l′1,22% e chiudendo a a 17.648,45,, Bene anche l’ S&P 500, che ha guadagnato lo 0,49% per chiudere a 5.599,30. Lieve arretramento per il Dow Jones Industrial Average, che ha perso 82,55 punti, lo 0,2%, per chiudere a 41.350,93.