I mercati della regione Asia-Pacifico hanno avuto, oggi, un andamento contrastante, risentendo del clima di incertezza che si registra negli Stati Uniti per le politiche tariffarie adottate, minacciate o sospese dal presidente Trump. Peraltro, gli analisti prevedono per oggi un apertura al ribasso per le azioni americane.
Borse: nervosismo evidente sui mercati asiatici
Il principale indice del Giappone, il Nikkei 225, è salito dello 0,24%, al contrario del più ampio Topix che ha perso lo 0,26%, dopo i precedenti guadagni. Bene gli indici della borsa sudcoreana: il Kospi ha registrato un aumento dello 0,47%, mentre la società a piccola capitalizzazione Kosdaq è cresciuta dello 0,53%.
In territorio positivo anche l'australiano S&P/ASX 200 (+ 0,24%), dopo aver chiuso al massimo degli ultimi sei mesi nella sessione precedente. In calo, invece, gli indici cinesi. L'Hang Seng di Hong Kong è sceso del 2,11%, mentre il CSI 300 della Cina continentale ha perso lo 0,83%.
Nel fine settimana, l’inflazione al consumo in Cina è scesa sotto lo zero per la prima volta in 13 mesi a causa di distorsioni stagionali e pressioni deflazionistiche. L’indice dei prezzi al consumo è sceso dello 0,7% a febbraio rispetto all’anno precedente, rispetto a un aumento dello 0,5% nel mese precedente, hanno rivelato i dati del National Bureau of Statistics.
In rialzo l'apertura per gli indiani Nifty 50 (+ 0,32%) e BSE Sensex (+ 0,43%). Negli Stati Uniti, venerdì le tre principali medie hanno chiuso in rialzo dopo una giornata di contrattazioni volatile.
L’ S&P 500 è salito dello 0,55% a 5.770,20; il Nasdaq Composite dello 0,7% a 18.196,22; il Dow Jones Industrial Average dello 0,52% ha aggiunto 222,64 punti, per chiudere a 42.801,72.