Sono entrati in vigore oggi i dazi del 25% sulle importazioni di acciaio e alluminio imposti dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Una mossa che, come da copione, ha provocato l'immediata reazione da parte dell'Unione europea, che ha, a sua volta, adottato le sue contromisure. Una situazione di incertezza - tra gli annunci e i ripensamenti di Trump - che ha indebolito, ulteriormente, il mercato azionario americano.
Dazi: Trump va alla guerra delle tariffe: l'Europa reagisce, Wall Street in calo
La Casa Bianca, confermando i dazi, ha spiegato che riguarderanno le merci in arrivo da Canada, Australia, UE e altri Paesi. Ma con la stessa comunicazione, la Casa Bianca ha reso noto che il presidente ha deciso di non dare seguito al suo stesso annuncio di aumentare i dazi sui metalli provenienti dal Canada al 50%.
L’Unione Europea ha risposto rapidamente, affermando che avrebbe imposto contro-tariffe su 26 miliardi di euro i beni statunitensi a partire da aprile. Le contromisure. si legge in una dichiarazione della Commissione, pensate e attuate per ''proteggere le aziende, i lavoratori e i consumatori europei dall’impatto di queste ingiustificate restrizioni commerciali".
Uno dei Paesi coinvolti nella guerra delle tariffe di Trump è l'Australia, il cui primo ministro, Anthony Albanese, ha definito la decisione del presidente americano ''del tutto ingiustificata".
″È contrario allo spirito di duratura amicizia tra le nostre due nazioni e fondamentalmente in contrasto con i benefici che la nostra partnership economica ha prodotto in oltre 70 anni”, ha affermato in una conferenza stampa .
Albanese ha aggiunto che l’Australia non imporrà tariffe reciproche sulle importazioni dagli Stati Uniti, poiché ciò non farebbe altro che aumentare i prezzi per i consumatori australiani.
Il dietro-front di Trump sul raddoppio dei dazi sui metalli provenienti dal Canada è giunto dopo che il premier della Provincia dell'Ontario, Doug Ford, ha bloccato la sua decisione di imporre una tassa del 25% sulle esportazioni di elettricità negli Stati Uniti.
Ad acuire la tensione tra Stati Uniti e Canada sono i continui appelli di Trump affinché il Canada diventi il "cinquantunesimo Stato" americani. Affermazioni che, in Canada, stanno provocando la rinascita di un forte sentimento nazionale.