La bioeconomia si sta affermando sempre di più come una leva strategica per la transizione ecologica e la crescita economica in Europa. Un comparto chiave, che nel 2023 in Italia ha raggiunto i 437,5 miliardi di euro, registrando un aumento del 2,2% e coinvolgendo 2 milioni di occupati e 808 startup attive per un settore destinato a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e ad accelerare il passaggio a un’economia circolare.
Bioeconomia: un motore di crescita sostenibile per l'Europa
Per consolidarne il ruolo, tuttavia, sono necessari maggiori investimenti, politiche mirate e una sinergia più stretta tra ricerca, imprese e istituzioni. Questo rafforzerebbe la competitività del continente in un mercato globale sempre più orientato alla sostenibilità: è quanto si desume dal report "La Bioeconomia come motore di crescita sostenibile. Opportunità e strategie", realizzato nell’ambito del progetto Terra Next, che offre una panoramica dello stato dell’arte della bioeconomia in Europa e in Italia.
Il progetto, frutto dell’iniziativa di CDP Venture Capital con la partecipazione di Intesa Sanpaolo Innovation Center e Cariplo Factory, suggerisce proposte per attrarre e incrementare gli investimenti, rafforzando il posizionamento italiano ed europeo in termini di leadership globale.
Nonostante un investimento di 387 miliardi di euro in ricerca e sviluppo nel 2023, infatti, l’Europa resta indietro rispetto ai 928 miliardi degli Stati Uniti e ai 419 miliardi della Cina. Questo divario si riflette anche nel venture capital: nel 2024, dei 368,5 miliardi di dollari investiti globalmente, solo il 17% è andato all’Europa. Il ritardo è evidente anche nel trasferimento tecnologico, con l’Europa che rappresenta appena il 17% delle domande di brevetto globali nel 2021.
Raggiungere la neutralità carbonica richiede un massiccio impegno di risorse pubbliche e private. La Commissione Europea ha annunciato almeno 1.000 miliardi di investimenti sostenibili in dieci anni, destinando il 30% del bilancio UE 2021-2028 e di NextGenerationEU ai progetti verdi. Tuttavia, il 95% dei fondi è stato indirizzato alla mitigazione del cambiamento climatico, lasciando spazio per un approccio più equilibrato che includa adattamento e sviluppo di filiere sostenibili.
In questo contesto, la bioeconomia gioca un ruolo cruciale per il Green Deal. Riconosciuta dalla Commissione Europea come un elemento chiave, la bioeconomia può garantire, secondo l’analisi, la sicurezza alimentare, la gestione sostenibile delle risorse naturali e la riduzione della dipendenza da risorse non rinnovabili. La transizione verso una bioeconomia circolare offre un’opportunità per attrarre capitali, stimolare innovazione e creare filiere produttive rigenerative.
In Europa, gli investimenti nei settori Agrifood, Bio-materiali, Cleantech e Tech&Digital hanno raggiunto 11,6 miliardi di euro nel 2023. Con un valore di mercato di oltre 2.350 miliardi di euro e 16 milioni di persone impegnate nel comparto, la bioeconomia è indubbiamente un pilastro strategico per l’economia europea.
Anche in Italia, il settore sta crescendo, ma con alcune difficoltà. Dopo aver superato i 220 milioni di euro di investimenti in venture capital nel Climate-Tech nel 2023, nei primi nove mesi del 2024 si è registrato un calo significativo.
Il report suggerisce quindi azioni precise per accelerare la transizione verso un’economia bio-based, tra cui sostenere l’innovazione attraverso investimenti mirati e fondi di venture capital specializzati, facilitare sperimentazione e scale-up tecnologico con strumenti come regulatory sandboxes e living labs, snellire le normative e incentivare procurement verde, ricerca e sviluppo attraverso programmi come Horizon Europe e Innovation Fund.