Economia
Report Unimpresa: l'occupazione italiana vola ai massimi, calano i disoccupati di 533mila unità
di Redazione

Non è solo una questione di cifre, ma di architettura strutturale: il mercato del lavoro italiano sta cambiando pelle, spostando l'asse dalla precarietà alla stabilità. Secondo l'ultimo report del Centro Studi di Unimpresa, che analizza il triennio settembre 2022 - novembre 2025, l'Italia ha superato la soglia psicologica del milione di nuovi occupati, raggiungendo un picco storico di 24,188 milioni di lavoratori. Il dato più significativo, tuttavia, emerge dal cosiddetto "termometro del lavoro": la forbice tra il tasso di occupazione (salito al 62,60%) e quello di disoccupazione (crollato al 5,74%) si è ampliata di ben 4,51 punti, passando da un valore di 52,35 a quasi 57 punti. Questo scarto crescente è l'indicatore di una resilienza inedita del sistema produttivo nazionale, capace di generare valore anche in contesti macroeconomici turbolenti.
La metamorfosi del mercato è certificata dalla qualità dei contratti. Mentre il numero totale di occupati cresceva del 4,52%, si è assistito a una drastica contrazione delle forme contrattuali più fragili: i rapporti a termine sono diminuiti di 523 mila unità (-17,43%), scendendo a 2,477 milioni. Parallelamente, i lavoratori dipendenti sono aumentati di 802 mila unità, portando la stima dei contratti a tempo indeterminato a un incremento netto di circa 1,325 milioni (+8,7%). Questi numeri smentiscono l'ipotesi di una crescita trainata esclusivamente dal lavoro povero o stagionale, delineando invece un consolidamento dei redditi che favorisce la programmazione a lungo termine delle famiglie e la fiducia dei consumatori.
Nonostante l'ottimismo dei dati, resta cristallizzata l'area dell'inattività, che coinvolge ancora circa 12,4 milioni di persone con un tasso stabile intorno al 33,5%. È qui che si gioca la sfida del futuro, come sottolineato dal presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi: "La dinamica occupazionale è solida e credibile, segno che il sistema ha reagito con forza. Ora, però, dobbiamo trasformare questi segnali in crescita strutturale. Per farlo, è indispensabile sostenere le piccole e medie imprese, riducendo la burocrazia e facilitando l'accesso al credito. Solo imprese più forti possono garantire benessere duraturo". Il report suggerisce che la priorità politica deve ora spostarsi dall'emergenza occupazionale all'integrazione del potenziale umano ancora inutilizzato.
Il report di Unimpresa conclude: "Il mercato del lavoro ha smesso di inseguire le emergenze: l'allargamento della forbice tra chi lavora e chi cerca impiego dimostra che il sistema è oggi meno fragile e più pronto a investire sulla qualità".