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Ofi Invest AM: Nel caos attuale, occhi puntati su AI e Germania

Analisi a cura di Eric Turjeman, Co-CIO of Mutual Funds di Ofi Invest AM
 
Ofi Invest AM: Nel caos attuale, occhi puntati su AI e Germania

A pochi giorni dalla fine del primo trimestre di questo 2025, l’incertezza e la volatilità sono ancora fortemente presenti, con la nuova amministrazione Trump che continua a sconvolgere i mercati con annunci sensazionalistici, dal faraonico progetto “Stargate”, atto ad assicurare agli Stati Uniti il dominio sull’AI, alla diplomazia condotta in modo molto aggressivo contro Asia e America Latina, fino ai dazi minacciati di qua e di là come mezzi di negoziazione.

Questa strategia aggressiva e a tratti sfacciata sta però mandando gli investitori nel caos, i quali appaiono ancora in cerca di punti di riferimento per orientarsi. Considerando che la “luna di miele” che solitamente segue all’insediamento di un nuovo presidente sembra ormai essere finita, le aziende stanno sempre più adottando atteggiamenti prudenti e attendisti, in un contesto geopolitico in continuo mutamento.

In questo scenario confuso, l’intelligenza artificiale rimane un osservato speciale. Le paure nate con il lancio di DeepSeek e i conseguenti timori di uno sconvolgimento di mercato dovuto all’ingresso di alternative a basso costo si sono dissipati all’annuncio dei mercati europei di voler andare avanti con gli investimenti del settore. Inoltre, il settore potrebbe evolversi in maniera inaspettata con l’AI che sta venendo sempre più adottata in segmenti che difficilmente vi venivano associati, come la manifattura e i servizi, grazie ai costi minori. Dopo un avvio 2025 molto caotico, oggi i mercati sembrano voler scommettere su questo nuovo trend e, sebbene la rapidità della diffusione resti ancora un’incognita, se i fatti confermeranno questa conclusione, allora molti player di settore potrebbero raccogliere profitti molti alti, il che giustificherebbe l’attuale livello delle valutazioni.

I primi segnali sulla direzione che sta prendendo l’AI potrebbero arrivare a breve con la pubblicazione dei risultati finanziari. In generale, le performance delle imprese statunitensi appaiono in linea con le aspettative, con una crescita annua di quasi il 12%, ma queste hanno ormai scontato l’atteggiamento più prudente menzionato all’inizio. Infatti, nonostante la chiusura positiva, sono poche le società che hanno osservato un’accelerazione nell’espansione del loro business, anche alla luce del fatto che gli investimenti in settori che non sono l’AI sono ancora su livelli inferiori alla media.

Chi invece continua a sorprendere, in senso positivo, è l’Europa, che sta guadagnando slancio dalla possibilità che il conflitto in Ucraina finisca; inoltre, l’accordo siglato tra CDU, SPD e Verdi in Germania ha acceso le speranze che il paese possa rimettere in moto il suo comparto industriale. Infine, in procinto della pubblicazione dei risultati, non si osservano brutte sorprese che potrebbero far deragliare il mercato del Vecchio Continente.

Tuttavia, anche la Cina ha tratto beneficio dai progressi fatti nel settore AI, con il comparto azionario che da inizio anno a oggi ha guadagnato quasi il 20%, grazie soprattutto ai titoli tech. I rappresentanti del settore hanno incontrato di recente il presidente Xi Jinping per dimostrare che sono in grado di operare in un comparto in cui la tecnologia statunitense sembra onnipresente. Anche la recente e importante ricomparsa pubblica di Jack Ma non è stata casuale. Dopo il sorprendente annuncio del governo tedesco di dare impulso all'economia del paese e quindi dell’Ue, le aziende europee potrebbero beneficiare di questo ampio stimolo fiscale, almeno nel medio termine. Come minimo, i flussi che fino a ora erano andati negli Stati Uniti potrebbero essere reindirizzati in Europa. Alla luce di ciò, la preferenza che avevamo per Wall Street non sembra più giustificata.

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