L’Italia si conferma leader europeo per capacità ricettiva alberghiera, un primato che descrive la solidità di un settore capace di rinnovarsi senza perdere la propria identità. A certificarlo è il X Rapporto sul sistema alberghiero italiano di Federalberghi, secondo cui il comparto contribuisce oggi all’11% del Pil nazionale, come rilevato dal World Travel & Tourism Council. I numeri dicono che nel Paese operano 32.943 hotel, per un totale di 1,1 milioni di camere e 2,3 milioni di posti letto, un patrimonio che non trova eguali nel panorama europeo.
La distribuzione delle categorie rivela un cambiamento profondo rispetto a vent’anni fa. I 3 stelle e le residenze turistico-alberghiere costituiscono il 55% dell’offerta, mentre le strutture di fascia medio-alta, i 4 e 5 stelle, salgono al 22,5%, triplicando il loro peso rispetto all’inizio del millennio, quando rappresentavano appena l’8,5%. Calano invece le categorie inferiori, oggi 1 e 2 stelle si fermano al 22,3%, mentre nel 2000 raggiungevano quasi la metà del totale. Un’evoluzione che testimonia la spinta verso una qualità più elevata e una crescente domanda di servizi avanzati.
Anche la dimensione media delle strutture cresce in modo significativo, dagli appena 37,6 posti letto del 1980 si è passati agli attuali 69,3. A livello territoriale, oltre la metà degli hotel e dei posti letto si concentra nel Nord. Il Trentino-Alto Adige è la regione con più strutture (5.380), mentre per numero di camere è l’Emilia-Romagna a guidare la classifica, seguita da Trentino-Alto Adige, Veneto e Lazio. Nel Mezzogiorno, invece, emergono strutture di dimensioni maggiori, dalla Calabria, che supera in media i 119 posti letto, alla Sardegna, alla Puglia e alla Sicilia, tutte regioni in cui il modello ricettivo tende al formato più ampio.
Il 2024 conferma una stagione positiva sul fronte della domanda, con il 61% dei turisti che ha scelto l’hotel come soluzione di soggiorno, generando 283,9 milioni di presenze (+3,1% sul 2023) e 96,4 milioni di arrivi (+2,9%). A trainare è soprattutto il turismo internazionale, che cresce più rapidamente rispetto a quello domestico e consolida il ruolo dell’Italia come destinazione di primo livello a livello globale.
Per Bernabò Bocca (nella foto), presidente di Federalberghi, il quadro complessivo mostra un settore che “tiene” nonostante uno scenario internazionale complesso. Bocca ha sottolineato come i conflitti e la crisi in Medio Oriente abbiano rallentato i flussi internazionali, mentre il turismo interno ha risentito del caro-vita. Tuttavia, ha affermato che ogni segnale di crescita “vale doppio”, perché dimostra la capacità del turismo globale di superare incertezze e tensioni. Secondo il presidente, i dati confermano l’esistenza di un sistema solido, ben distribuito e fondato su strutture che hanno saputo cogliere la sfida della riqualificazione per competere a livello internazionale. Pur riconoscendo la necessità di ulteriori miglioramenti, Bocca ha ribadito la forza del settore, invitando a “vigilare sul futuro” senza perdere la capacità di innovare.