Cultura

L’Aquila Capitale 2026, Mattarella e Giuli danno il via alla "Rinascita Identitaria"

di Redazione
 
L’Aquila Capitale 2026, Mattarella e Giuli danno il via alla 'Rinascita Identitaria'

Non è solo il completamento di un restauro architettonico, ma l’avvio di un ecosistema produttivo. Con l’inaugurazione ufficiale alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, L’Aquila ha dato oggi il via al suo anno da Capitale Italiana della Cultura 2026. Un traguardo che, per il capoluogo abruzzese, rappresenta lo spartiacque definitivo tra l’era della "ricostruzione post-sisma" e quella della "progettazione competitiva".

Il sindaco Pierluigi Biondi ha tracciato un bilancio che parla la lingua della programmazione finanziaria: 25 milioni di euro stanziati dal 2017 a oggi per le politiche culturali. Una cifra che non va letta come spesa pubblica assistenziale, ma come capitale di rischio per innescare un moltiplicatore economico sul territorio.

Il programma 2026 prevede:

300 eventi distribuiti in un anno solare

Un coinvolgimento sistemico di aree interne e imprese creative

La restituzione di asset immobiliari chiave come il Teatro Comunale, il Teatro San Filippo e il Forte Spagnolo (sede del Munda)


L’elemento di maggiore interesse per gli analisti è il lancio del primo Osservatorio culturale urbano in Italia. Si tratta di un dispositivo tecnico finalizzato a misurare in modo scientifico l’impatto delle politiche culturali su variabili macroeconomiche: attrattività degli investimenti, coesione sociale, benessere percepito e sviluppo dell’indotto turistico-ricettivo.

L'obiettivo è trasformare L’Aquila in un "laboratorio nazionale" dove la cultura agisce da abilitatore di sviluppo per le zone colpite da crisi sistemiche, dimostrando che il binomio identità-innovazione può generare rendimenti misurabili.

Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha sottolineato la "felice coerenza" di un palcoscenico che proietta una rinnovata coscienza sociale ben oltre i confini regionali. Per il governatore Marco Marsilio, il titolo di Capitale è un atto di fiducia che consacra la capacità della regione di fare della cultura un motore di sviluppo economico.

La sfida, ora, si sposta sulla capacità di messa a terra: trasformare i 300 giorni di eventi in una struttura permanente di offerta territoriale. Il passaggio da "città del terremoto" a "città che produce visione" è iniziato, e i mercati guardano con interesse a questo esperimento di rigenerazione tramite l'economia della conoscenza.

Se il 2009 è stato l'anno della resilienza e il 2024 quello della ripartenza fisica, il 2026 si candida a essere l'anno del ROI (Return on Investment) sociale e culturale per l'intero Appennino centrale.

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