Economia
Energia, ricavi in crescita ma utili in calo: tutti i conti delle quotate italiane
di Demetrio Rodinò

Il settore energetico italiano chiude il primo semestre del 2025 con un bilancio in chiaroscuro. Secondo l’analisi dell’Osservatorio Finanziario di CoMar sulle Relazioni finanziarie semestrali, le 15 società quotate dell’energia – A2a, Acea, Acinque, Alerion, Ascopiave, Edison, Enel, Eni, Erg, Hera, Iren, Italgas, Saipem, Snam e Terna – registrano ricavi in aumento ma profitti in frenata, con un indebitamento che continua a crescere.
Complessivamente, i ricavi hanno raggiunto i 123,6 miliardi di euro, con un incremento di 4,1 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2024 (+3,4%). Tuttavia, l’aumento non si riflette negli utili: i profitti netti sono scesi a 8,4 miliardi, in calo di 591 milioni (-6,5%). Un andamento che riflette le tensioni sui mercati energetici e i forti investimenti richiesti dalla transizione verde.
Sul fronte della solidità finanziaria, l’indebitamento netto complessivo delle quotate sale a 128,9 miliardi (+4,1 miliardi, +3,3%), mentre il rapporto utili/ricavi scende al 6,8% (dal 7,5% del 2023). Resta invece pressoché stabile il rapporto debiti/ricavi, pari al 104,2%. Un segnale positivo arriva dall’occupazione: il settore dà lavoro a 190.962 persone, con 3.465 nuovi posti (+1,8%) rispetto all’anno precedente.
Le performance, però, non sono uniformi. A guidare la corsa ai ricavi sono Italgas (+37%), Edison (+29,9%), Iren (+27,2%), Hera (+18,7%), Acinque (+16%) e Saipem (+12,4%). Solo tre società hanno segnato un arretramento sul fronte delle vendite. In termini di utili, Ascopiave, Acea, Italgas, Iren e Snam hanno migliorato i propri risultati, mentre sei società hanno registrato un calo.
Enel, Eni, Saipem e A2a si confermano i maggiori datori di lavoro del comparto energetico, confermando il ruolo centrale delle grandi utility e delle oil&gas nel sostenere l’occupazione e gli investimenti in Italia.