Le notizie sui dazi continuano ad alimentare la volatilità sui mercati, con i potenziali effetti a lungo termine delle tariffe proposte ed imposte dall'amministrazione Trump che saranno probabilmente più chiari solo dopo il 2 aprile. Nel tentare di comprendere l'impatto duraturo di questa politica commerciale, ci concentriamo sull'andamento del dollaro e dei rendimenti dei Treasury. In generale, l'attuale quadro prevede due tipologie di dazi: quelli su iniziativa e quelli reciproci.
Le tariffe su iniziativa sono concepite per aumentare il costo dei beni importati negli Stati Uniti dall'estero. Questo tipo di dazio potrebbe accrescere il rischio di un aumento dell'inflazione, in quanto le aziende tenteranno di trasferire ai consumatori il conseguente shock dei prezzi. Le aspettative di accelerazione dell'inflazione spingeranno probabilmente al rialzo i rendimenti dei Treasury ed indurranno il mercato a rivedere al ribasso le previsioni di ulteriori tagli dei tassi da parte della Federal Reserve. Nel lungo periodo, invece, se il dollaro e i rendimenti dei Treasury USA dovessero iniziare a scendere, potrebbero indicare che i dazi stanno incidendo sulla domanda e rallentando l'economia statunitense.
Al contrario, i dazi reciproci sono pensati per replicare il livello delle tariffe imposte sui beni statunitensi importati in altri Paesi. Un potenziale motivo per minacciare l’introduzione di questa tipologia di dazi è quello di indurre gli altri Stati a ridurre le tariffe applicate alle importazioni dagli Stati Uniti. Se tale strategia dovesse dimostrarsi efficace e le tariffe applicati sulle importazioni provenienti dagli Stati Uniti venissero ridotte, i consumatori di tali paesi percepiranno i beni statunitensi come meno cari. A parità di condizioni, ciò potrebbe favorire la domanda di beni statunitensi, dando slancio alle esportazioni USA e riducendo il deficit commerciale statunitense, che, a loro volta, potrebbero indebolire il dollaro USA. Di conseguenza, ci aspetteremmo un calo dei rendimenti dei Treasury e un allentamento delle pressioni inflazionistiche, a causa di una maggiore concorrenza globale, di una bilancia commerciale più piatta e di un maggiore margine di manovra per la Fed per poter continuare il suo ciclo di allentamento.
A nostro avviso, anche i dazi reciproci potrebbero fornire indicazioni sul loro potenziale impatto attraverso le variazioni del dollaro e dei Treasury. L'eventuale proseguimento del rafforzamento della valuta statunitense in seguito all'annuncio di tali tariffe potrebbe suggerire un aumento dei dazi. Viceversa, se il dollaro dovesse indebolirsi e i rendimenti diminuire, gli operatori di mercato si attendono che i paesi ridurranno le barriere commerciali, dando impulso al commercio globale.
Perché monitorare i rendimenti dei Treasury?
Crediamo che il Presidente Trump sia concentrato sull'andamento dei rendimenti e sia alla ricerca di metodi alternativi per ridurre i tassi d'interesse, visto il rapporto debole tra il tasso dei Federal Fund e i rendimenti dei Treasury nell'attuale ciclo di allentamento della politica monetaria. Finora, i tagli operati nel 2024 hanno esercitato un impatto inferiore sui rendimenti dei Treasury e sui costi di finanziamento per le famiglie e le imprese rispetto a tutti gli altri cicli di riduzione dei tassi della storia recente.
Un modo per ridurre il costo del debito (in questo caso i rendimenti dei Treasury) è quello di migliorare l'affidabilità creditizia dell'attività sottostante (ovvero il governo statunitense). Le recenti notizie suggeriscono che il Presidente Trump stia cercando di ottenere questo risultato riducendo il deficit di bilancio degli Stati Uniti. In termini di spesa, è in corso un tentativo di tagliare i costi applicando al Governo un bilancio a base zero. Per quanto riguarda le entrate, si punta a stimolare l'economia riducendo il prezzo dei beni statunitensi all'estero, aumentando così le esportazioni degli Stati Uniti.
Conclusioni
Le notizie sui dazi continuano a susseguirsi con grande rapidità. Per quanto concerne i dazi su iniziativa, riteniamo che il rafforzamento del dollaro USA e l'aumento dei rendimenti potrebbero portare ad un rialzo dell'inflazione nel breve termine, a un rischio di riduzione della domanda nel lungo periodo e a maggiori probabilità di recessione. Nel caso dei dazi reciproci, invece, se gli altri Paesi mantenessero gli attuali livelli tariffari sulle importazioni statunitensi e gli Stati Uniti rispondessero con un aumento delle proprie tariffe, ci attenderemmo esiti simili a quelli previsti per i dazi su iniziativa. Tuttavia, se gli altri Stati dovessero ridurre i propri dazi sulle importazioni statunitensi in risposta alla minaccia di dazi reciproci, prevediamo un indebolimento del dollaro ed un calo dei rendimenti dovuti alla riduzione del deficit USA e all'aumento del commercio mondiale.