Giornata contrastata, quella odierna, per le borse asiatiche.
A Tokyo, il Nikkei 225, indice di riferimento della borsa nipponica, è sceso dello 0,2% a 42.744,80, dopo che una serie di dati pubblicati oggi ha mostrato che la produzione industriale ha subito il primo forte contraccolpo per l'aumento delle tariffe sulle esportazioni verso gli Stati Uniti. L''inflazioneè rallentata al 2,6% su base annua, mentre il tasso di disoccupazione è sceso al 2,3% a luglio dal 2,5% di giugno.
Nei mercati cinesi, l'indice Hang Seng di Hong Kong è salito dello 0,7% a 25.179,39, mentre l'indice Shanghai Composite ha aggiunto lo 0,2% a 3.849,76.
Il KOSPI della Corea del Sud ha perso lo 0,1% a 3.193,05, mentre l'S&P/ASX 200 australiano è sceso dello 0,1% a 8.973,30.
Il TAIEX di Taiwan è salito dello 0,5%, mentre il BSE Sensex indiano è sceso di meno dello 0,1%.
Ieri l'S&P 500 ha registrato una crescita dello 0,3%, portando l'indice di riferimento al suo secondo massimo storico consecutivo. Il Dow Jones Industrial Average, dopo qualche difficoltà iniziale, ha chiuso con un guadagno dello 0,2%, che gli ha consentito di registrare un nuovo massimo storico.
Il Nasdaq Composite ha chiuso in rialzo dello 0,5%, chiudendo poco sotto il massimo storico stabilito due settimane fa.
A tirare i guadagni sono state le aziende tecnologiche e della comunicazione, compensando le perdite di altre società.
Nelle altre contrattazioni di venerdì, il greggio di riferimento degli Stati Uniti ha perso 43 centesimi a 64,17 dollari al barile. Il greggio Brent, lo standard internazionale, è scivolato di 41 centesimi a 67,57 dollari al barile.
Il dollaro statunitense è salito a 146,98 yen giapponesi da 146,95 yen. L'euro è sceso a 1,1662 dollari da 1,1684 dollari.